L’accordo nel Lazio tra Pd e LeU è a un passo. Dopo l’apertura degli scorsi giorni, la conferma è arrivata dopo l’incontro tra il leader di Liberi e Uguali, Piero Grasso, e il candidato dem Nicola Zingaretti. Ma l’intesa non piace a Civica Popolare, che critica la stretta di mano e chiede un “segnale di chiarezza” al Pd e agita lo spettro di uno strappo a livello nazionale. Il via libera all’appoggio al governatore uscente è stato annunciato da Grasso: “Ho portato all’attenzione del presidente Zingaretti le richieste emerse dall’assemblea dei delegati sul profilo politico e sui punti programmatici in tema di sanità, mobilità, ambiente, gestione dei rifiuti, lavoro – annuncia – Ci sono tutte le condizioni per costruire un’alleanza di sinistra, pertanto Liberi e Uguali sosterrà la sua candidatura alle elezioni regionali”.

La decisione di LeU, che invece in Lombardia ha preferito correre da sola che appoggiare Giorgio Gori, è accolta con piacere dal governatore uscente: “Sono molto contento per la scelta di Liberi e Uguali. Un importante fatto politico che arricchisce il profilo del nuovo centrosinistra regionale che stiamo costruendo – dice Zingaretti – L’annuncio di Pietro Grasso rafforza la credibilità di vittoria per il 4 marzo. Su temi del programma, sulla sanità, sui rifiuti, sul lavoro, sull’ambiente e la mobilità abbiamo trovato punti di incontro e condivisione importanti che saranno utili a cambiare ed essere più forti. In questi anni abbiamo ottenuto grandi risultati ora prepariamoci a 5 anni di svolta”.

Chi storce il naso davanti all’accordo Pd-Leu, è Lorenzo Dellai, presidente di Democrazia Solidale e tra i promotori di Civica Popolare, la lista centrista guidata dal ministro Beatrice Lorenzin, pronta ad appoggiare il Partito Democratico alle politiche del 4 marzo. A quanto apprende l’Adnkronos da fonti di Civica Popolare, potrebbe essere a rischio l’alleanza nazionale proprio a causa della svolta a sinistra nel programma della coalizione guidata da Zingaretti e precisi paletti verso le forze moderate chiesti da Grasso. Già in mattinata Dellai aveva mostrato perplessità: “Ciò che si sta prefigurando per la coalizione del centro sinistra in Lazio appare paradossale. Un soggetto politico – Civica Popolare – che già ha espresso il suo orientamento a costruire un’alleanza con il Pd per le elezioni nazionali, contro la destra e il populismo grillino ed in coerenza con il sostegno al governo Gentiloni, pare sia oggetto dichiarato di veto politico da parte di Liberi e Uguali. E non risulta che fino ad ora il candidato presidente Zingaretti abbia sollevato obiezioni al riguardo”.

Quindi l”avvertimento: “Avevamo già aderito alla proposta di allargare la coalizione, con grande responsabilità. Ma, a questo punto, sorgono per noi pesanti ed insuperabili questioni politiche, non solo riferite alla dignità della nostra proposta – dice – Più che un problema nostro, così stando le cose, appare un problema del Pd, dal quale ci attendiamo, in queste ore, un segnale di chiarezza, solo dopo il quale sarà per noi possibile assumere le nostre decisioni politiche in Lazio e non solo“.

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