Il Pd incassa 110mila firme in più arrivando a quasi 602.500, pari a un incasso aggiuntivo di 1,5 milioni rispetto ai 6,4 del 2016: +25%. Ma vede calare – dal 50,6 al 49% del totale – la percentuale di contribuenti che hanno deciso di destinargli il 2 per 1000 della propria Irpef, come prevede il nuovo sistema di finanziamento dei partiti in vigore dal 2014. Al secondo posto resta la Lega Nord, che riceve 1,8 milioni contro gli 1,4 del 2016 (+34%) e al contrario dei dem guadagna terreno anche sul fronte della percentuale di contributi ottenuti: al Carroccio va oltre il 14% delle firme totali, 172.771. Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale scalza Sel dal terzo posto mette a segno il maggiore incremento di incassi tra i partiti maggiori: +38,6%, a 789.937 euro. I dati pubblicati dal Tesoro permettono anche di calcolare quanto vale l’Irpef versata dagli elettori dei diversi partiti. I più “ricchi“, si fa per dire, risultano essere quelli del Nuovo Centrodestra, con un’imposta media di 7.697 euro, e di Forza Italia, con un’Irpef 2016 di 6.800 euro. Pari a un reddito annuo di poco più di 30mila euro. Chi ha firmato per Rifondazione Comunista-Sinistra europea ha versato invece in media 4.950 euro di Irpef, che corrispondono a guadagni di circa 23mila euro.

3 elettori su 100 hanno donato ai partiti. Donazioni su a 15,3 milioni – Le formazioni iscritte agli elenchi dei possibili beneficiari sono salite da 21 a 27, con l’ingresso di Possibile, Unione Sudamericana Emigrati Italiani, Fare!, Idea e il partito regionalista valdostano Stella Alpina. Continua a non esserci il Movimento 5 Stelle, che come è noto ha sempre rifiutato anche i finanziamenti pubblici. A tre anni dal via, gli elettori dovrebbero ormai aver preso confidenza con lo strumento escogitato – accanto alle detrazioni fiscali sulle donazioni ai partiti – per prendere il posto dei vecchi rimborsi elettorali azzerati dal 2017. Ma a mettere una crocetta nella propria dichiarazione dei redditi per destinare un pezzettino della propria imposta alla formazione preferita sono ancora pochissimi. Lo scorso anno lo ha fatto solo il 3% dei 40,7 milioni di contribuenti italiani, contro il 2,38% del 2016. La torta è così lievitata da 11,7 a 15,3 milioni, un incremento del 30%.

Pd ancora primo e in crescita. Ma perde quota rispetto al totale delle scelte – Quasi la metà ha destinato il contributo al partito di Matteo Renzi. A sceglierlo è stato l’1,48% dei contribuenti italiani: 602.490 persone contro le 491mila del 2016. Due anni fa però i dem avevano portato a casa più della metà del “piatto”, mentre a questo giro si sono accontentati del 49,05% e hanno incassato 7,9 milioni di euro. Il centrodestra invece vede migliorare i propri risultati: a Forza Italia va il 5% del totale delle scelte (62.284 firme) contro il 4,8% del 2016 e gli incassi lievitano del 38%, a 850mila euro contro i 615mila del 2016. La Lega ottiene il 14% delle preferenze degli elettori contro il 13,31% del 2016, ma gli incassi del Carroccio salgono “solo” del 34% perché gli elettori leghisti sono un po’ più poveri: il 2 per mille della loro Irpef vale in media 10,9 euro contro i 13,6 di quelli forzisti. Vale a dire che i contribuenti che sostengono i due partiti hanno pagato rispettivamente una media di 5.481 euro e 6.800 euro di Irpef.

Crolla il Nuovo Centrodestra, sale Rifondazione – Guadagna terreno anche la sinistra estrema: Rifondazione Comunista-Sinistra europea ha ricevuto 611.337 euro contro i 459.970 dell’anno prima, +32%. Il Partito socialista italiano ha incassato 181mila euro da 18mila contribuenti, in salita dai 141mila devoluti l’anno prima da poco più di 14mila persone. Cala invece Sel, che nel 2016 era terza per gettito destinato con 838.155 euro mentre l’anno scorso si è accontentata di 735.985. Gli elettori che le hanno devoluto il loro 2 per mille sono calati da 72.235 a 65.157. Grande performance invece per il Movimento La Puglia in più di Dario Stefàno, che piazza un +88,7% e mette in cassa 61.738 euro contro i 32.715 del 2016. Al contrario crolla il Nuovo Centrodestra, che vede più che dimezzarsi le firme e riceve poco più di 200mila euro contro i 259mila dell’anno precedente. Bottino comunque lauto grazie ai redditi elevati dei suoi sostenitori.

I debuttanti: da Possibile all’Unione sudamericana emigrati – Tra i nuovi entranti (i partiti che l’anno prima non erano iscritti negli elenchi), Possibile di Beppe Civati si piazza al decimo posto convincendo 19.600 elettori che gli hanno girato 247mila euro. All’Unione Sudamericana Emigrati Italiani sono andati 105mila euro, il 2 per mille di 11.733 elettori. Fare! si ferma a quota 4.212 scelte e 46mila euro di incasso, Stella Alpina porta in cassa 32.680 euro con 2.977 firme mentre Idea non va oltre i 27.400 euro. In coda restano però i Popolari per l’Italia, con 24.860 euro girati al partito da 2.159 contribuenti.