La più grande avventura della vita è lottare per essere se stessi. Attorno a me vedo tante persone deviate, deviate dal proprio sentiero, persone che vivono la vita di un altro. Vivono la vita di un padre, di un marito, di un posto di lavoro, ma ignorano quel fondo oscuro senza nome che alberga dentro di loro. Queste persone hanno un vantaggio su di me: non saranno loro a morire, morirà un altro. Per quanto mi riguarda non voglio perdere l’unica occasione che ho di essere me stesso. Sono un abbonato al mio fondo oscuro, ci sono invischiato, scavo nel mio abisso alla ricerca dei mostri che lo abitano, attraverso lo specchio delle mie percezioni, mi confondo, mi perdo, rovescio il mio volto.

Non ho altro che me stesso. Sono il mio idolo. Il mio altare scarificale. Chi si identifica in un ruolo è già morto e sepolto. Non siamo nati per essere murati, siamo nati per andare oltre, per tramutare ogni orizzonte in una cicatrice viva sulla carne. Attorno a me vedo tanti ripetitori di parole altrui, di gesti altrui, di pensieri altrui. L’unicità che ci viene donata alla nascita come il bene più prezioso, viene nel corso del tempo umiliata e soffocata, perché? Perché l’unicità fa paura. L’unicità è un terrore di solitudine. Un fuoco che arde. Ognuno di noi è unico, ma pochissimi vanno a fondo di questa unicità. Io affondo in me stesso. Non ho paura di annegare, so che “tutte le acque hanno il colore dell’annegamento”.

Attorno a me vedo persone superficiali, persone che si adagiano nell’indifferenziato, e provo pietà. Non sapete essere voi stessi, non avete coraggio. Non sapete vivere. Vivete la vita di un altro e la vostra morte santificherà il vostro tradimento, il tradimento di voi stessi. Non avete pietà per voi stessi. E quindi vi perdete nel traffico della vita, tutti imbottigliati nella routine, scarnificati dai vostri stupidi e inutili appuntamenti, vi perdete l’unico vero appuntamento: quello con il vostro essere. Dovreste vivere nel radioso rapimento della vostra unicità invece blaterate, biascicate parole biascicate da altri, ruminate la vostra idiozia e fate le parole crociate perché non sapete vivere il vuoto.

Io sono vuoto, sono un vuoto che precipita in se stesso, e più sono vuoto più sono profondo. Sono così profondo che vi farò tremare di vergogna. Ribellatevi. Insultatemi. Difendetevi. Avete la presunzione di volere essere amati per quello che siete ma non siete niente, solo copie di copie. Volete pensare con la vostra testa ma non avete una testa. La vita fugge, fuggite insieme a lei. Inseguitela. Non ci sono traguardi o mete, c’è solo il vuoto che attende il vostro respiro, il vostro e non quello di un altro.