di Giulio Scarantino

L’Epifania tutte le feste porta via: nel nostro paese, però, sembra essere arrivata in anticipo. Infatti è bastato qualche giorno per spezzare l’incantesimo dei giorni fatati delle feste. Quei giorni incantati e pieni di buoni propositi, come nel discorso del Presidente Mattarella e, soprattutto, nel silenzio dei nostri politici: finalmente con la bocca e la pancia piena della cena del veglione e non di false promesse e giri di parole.

Insomma è bastato accendere la tv e dare uno sguardo ai social network per risentire il formicolio alle dita e il tremore incontrollato della gamba: la voglia di scappare.

In questi giorni, in linea con il monito di Mattarella ai partiti nel trovare argomenti e proposte per i giovani, il dibattito politico si è arenato sull’introduzione dei sacchetti bio obbligatori a pagamento nei supermercati. Gli italiani hanno subito confermato la loro propensione ad indignarsi ad orologeria: mai per questioni serie ed importanti, sempre per questioni di principio o marginali.

Non solo, ciò che non cambia nel dibattito politico è il suo confondersi sempre di più con il tifo. Se scrivi che la decisione del governo non era stata imposta dall’Europa: si tratta invece della soluzione più stringente tra quelle idonee al raggiungimento degli obbiettivi contenuti nella direttiva dell’Ue. Oppure sottolineare che decisioni “ambientaliste” come queste sarebbero più credibili se venissero prese non solo quando a farne le spese (seppur di 2 centesimi) sono i consumatori, ma anche le multinazionali. Infatti basta pensare alla posizione dell’attuale governo sulle trivelle e agli amici dell’Eni per storcere un po’ il naso sul coraggio ritrovato dal Pd.

Insomma se così scrivi stai sicuro che sarai tacciato di grillinismo.

Allo stesso modo se scrivi che per due centesimi puoi trovare il mare più pulito e pazienza se a guadagnarci potrà essere qualche imprenditore vicino o lontano del partito, che soppesati i costi e i guadagni ciò che conta comunque è il risultato. Se così pensi stai certo che di renzismo verrai condannato.

A far compagnia alle contraddizioni e intermittenze del Pd, c’è di certo il Movimento Cinque Stelle: quasi sempre prodigo a combinarne una buona e due no o viceversa. Infatti hanno preceduto le feste con una storica intesa con il Pd approvando il biotestamento, per concludere pochi giorni dopo con l’assenza in Senato (insieme a 38 senatori del Pd) per la discussione sullo Ius soli.

Allo stesso modo, i Cinque Stelle ricominciano l’anno con una bella novità: un nuovo statuto. Se la nota positiva è sicuramente l’apertura all’alleanze, un codice etico meno dispotico ad osservare bene scopri, però, che l’hanno di nuovo combinata. Infatti l’obbligo di votare la fiducia ai governi espressione dei Cinque Stelle e la maxi multa di 100.000,00 euro per i voltagabbana sembrano passi indietro di un Movimento che ancora non riesce ad abbandonare regole dispotiche o populiste. Anche qui lezioni di democrazia da un partito all’altro, ma di proposte per i giovani nessuna traccia: nessun riscontro al monito del Presidente della Repubblica.

Vuoi vedere che il più saggio l’abbia invece ascoltato? Sembra proprio che per B., il saggio di cera, né Natale, né Capodanno, da qualche anno, sia arrivato: dal ’94 la sua immagine in tv non è cambiata, come il suo programma: promette ancora l’aliquota fissa! Aliquota che vola di percentuali in percentuali a giorni alterni, forse in cerca del fogliettino con scritto ciò che lo smemorato aveva già promesso.

Insomma in questo teatrino dell’assurdo seduto sul divano e appesantito dai cenoni l’unica rivoluzione che riesci a fare è cambiare canale: ed è così che vedi un omone biondo con il parrucchino far il gradasso con un isterico burattino dai capelli buffi. “Io ho il pulsante più grosso” twitta, giocando a far la guerra nucleare. Allora chiudi gli occhi, spegni la TV e pensi che in fondo, l’Epifania è arrivata ed è ora di mettersi a dieta.

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