Credo di aver fatto seriamente il mio mestiere, ho fatto il mio lavoro con il massimo dell’impegno e della passione”. Inizia così a Faccia a Faccia (La7) l’autodifesa dell’ex direttore del Sole 24 Ore, Roberto Napoletano, indagato per false comunicazioni sociali nell’ambito dell’inchiesta sulle copie digitali gonfiate e quelle cartacee mandate al macero al fine di presentare un andamento economico migliore dell’azienda quotata in borsa. “Mi sono sempre e solo occupato di contenuti editoriali” – continua il giornalista – “Non mi sono mai occupato di bilanci e di conti della società. Ancora oggi non ho capito perché sono coinvolto in queste indagini. Ma ho assoluta fiducia nel lavoro dei magistrati inquirenti”. Napoletano, nel corso della trasmissione, parla del suo nuovo libro, “Il cigno nero e il cavaliere bianco”, in cui analizza la crisi economica e finanziaria (il cigno nero) e l’operato del presidente della Bce Mario Draghi (il cavaliere bianco). E precisa: “In questa crisi l’Italia ha delle responsabilità molto forti. Il debito pubblico italiano è la somma algebrica dei nostri vizi”. Poi si pronuncia sul caso Boschi: “Nella vicenda di Banca Etruria il comportamento del ministro Boschi è stato irrituale e in alcuni casi addirittura ossessivo. Questa è la verità. Però onestamente, se si non vuole entrare nel ridicolo, non si può ritenere che il tema della crisi bancaria italiana sia quello di Banca Etruria”