Era diventato familiare come corrispondente del Tg2 da Piazza Affari, ma aveva cominciato da giornalista sportivo. Era esperto di arte, anzi critico d’arte, con tanto di rubrica sul Sole 24 Ore, ma la sua ironia ne fece un inviato fisso del primo Quelli che il calcio con Fabio Fazio. Ha scritto un’ottantina di canzoni (molte con Natalino Otto), una anche per Patti Pravo, ma non poteva dirlo perché il contratto con la Rai lo vietava Era tifosissimo della Spal, ma è stato presidente della Federazione del baseball. Everardo Dalla Noce è morto oggi a 89 anni. Era il simbolo del giornalismo di una volta, che riusciva a specializzarsi ed essere autorevole con ogni materia avesse a che fare. Era nato a Ferrara nell’agosto del 1928 e aveva cominciato a Tutto il calcio minuto per minuto, scuola di giornalismo di molti di quella generazione che magari poi hanno preso strade diverse dallo sport. Seguiva la “sua” Spal, ma anche Milan e Inter.

Poi fu inviato sui circuiti automobilistici della Formula1: è stato lui, per esempio a raccontare alla radio l’incidente in cui Niki Lauda, a Nürburgring, rimase gravemente ferito. Giorgio Dell’Arti ricorda cosa raccontò: “Al Nürburgring vidi Niki Lauda che stava bruciando vivo nell’auto. Fui uno dei pochi che riuscì ad avere sempre notizie di prima mano sulla salute del pilota. Alloggiavo nello stesso albergo di Marlene, la moglie di Niki. Mi spacciai per un addetto alla reception e la signora ogni sera si confidava con me. Io alla mattina, con il primo notiziario delle 6.30, davo le notizie all’Italia intera. Non vi dico cosa successe quando scoprì che ero giornalista”. Sempre a Tutto il calcio ebbe il coraggio di interrompere la cronaca delle partite di calcio per dare le notizie del campionato di baseball, una delle sue passioni: “Uno sport bellissimo, ma profondamente americano. Peccato stenti così tanto a farsi amare dagli italiani”.

Alla fine degli anni Settanta passò alla televisione, in particolare al Tg2 e cominciò a curare lo spazio dedicato alla Borsa, gestito in modo più colloquiale, meno tecnico e quasi divulgativo.

Una volta in pensione, Dalla Noce fu una delle intuizioni di successo della prima squadra di Quelli che il calcio. Inviato sui campi, uno dei tormentoni di quella stagione – che durò dal 1993 al 1996 – fu il suo. Chiedeva la linea dallo stadio (“Attenzione, attenzione…”) e poi dopo qualche istante di incertezza ammetteva: “Non è successo niente” (che così sostituì il suo modo di restituire la linea al telegiornale al termine dei collegamenti: “Linea e microfoni a Roma”).

Nel 1996 Fininvest, come succedeva spesso a quei tempi, cominciò a fare campagna acquisti tra i pensionati Rai. E Dalla Noce fu scelto dal Tg5 di Mentana, sempre per i collegamenti dalla Borsa di Milano. Fino a un incidente diplomatico: a Mentana toccò sospendere Dalla Noce perché aveva fatto il testimonial della Fiat in una pubblicità peraltro andata in onda subito dopo uno dei suoi collegamenti.