“Noi il Signore lo portiamo al collo”. Se le statue della Madonna e le foto dei Papi sono sparite grazie alla decisione del dirigente Nicolò La Rocca, le mamme e i papà cattolici della scuola primaria“Ragusa Moleti di Palermo non s’arrendono.

Venerdì mattina hanno fatto indossare un rosario ai loro figli e li hanno fatti andare in aula manifestando la loro contrarietà alla scelta del preside di togliere tutte le immagini sacre presenti nella scuola dopo l’articolo pubblicato sul fattoquotidiano.it che per primo ha raccolto la protesta di chi esige una scuola laica senza Papi e simboli della Vergine in corridoio. Un’iniziativa che non è piaciuta alla dirigente dell’Ufficio scolastico regionale, Maria Luisa Altomonte: “I bambini devono fare i bambini e non essere portati a discutere o presenziare a dibattiti degli adulti soprattutto per vicende che li riguardano”.

D’altro canto in questa battaglia tra guelfi e ghibellini, Altomonte, nonostante sia cattolica, difende a spada tratta il dirigente attaccato da molte famiglie: “Ho visto molte scuole ma una ricchezza simile di statue religiose come al Ragusa Moleti mai mi è capitata. Le statue non sono certamente atti di culto ma sono rappresentazioni di una certa religione. Credo che siano state utilizzate per avvicinare i bambini e pregarci vicino. Non fanno male a nessuno ma il punto è che accanto all’esistenza di quei simboli in quella scuola c’erano delle abitudini che non sono previste dalla norma e hanno suscitato dei malumori”.

La dirigente regionale fa riferimento alla preghiera che veniva fatta prima della merenda. Un rito che La Rocca non vuole più vedere nell’istituto che dirige: “Visto che nella nostra scuola ci sarebbe l’usanza di far pregare i bambini durante l’attività curriculare ho ricordato che c’è un parere dell’avvocatura dello Stato del 2009 che esclude atti di culto durante l’orario scolastico compresa l’ora di insegnamento della religione cattolica”, ha spiegato nei giorni scorsi.

Una posizione condivisa pienamente da Altomonte: “La decisione del preside è in linea con la natura laica della scuola. Credo che la scuola non debba essere un luogo di culto. Il Concordato prevede l’insegnamento della religione cattolica ed è giusto che questo sia fatto. Abbiamo risolto l’annoso problema del crocefisso in aula in maniera giusta ma credo che la scuola debba mantenere la propria laicità. Il preside ha pensato di riportare la situazione alla normalità, togliendo l’oggetto del contendere”.

Ora i genitori cattolici sono pronti a tutto: a raccogliere firme, a far pregare i bambini davanti alla scuola da lunedì prossimo, a coinvolgere l’Arcivescovo di Palermo. E sulla vicenda si sono scatenate anche le forze politiche. Forza Nuova ha appeso uno striscione davanti alla scuola con scritto “Rivogliamo la Madonna” e anche il deputato del Pd Edoardo Patriarca si è schierato contro il preside definendo la decisione del capo d’istituto “un afflato di laicismo e autoritarismo che nei fatti nega le nostre radici”.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Università, la lezione dell’Italia eliminata ai Mondiali applicata ai tagli alla ricerca

prev
Articolo Successivo

Liceo breve, da Cosenza il no del collegio docenti: “Non si può comprimere 5 anni in 4”

next