Un giovane kamikaze si è fatto esplodere in una moschea nella città di Mubi, nello stato di Adamawa nel nord della Nigeria uccidendo almeno 50 persone. Lo riferisce la polizia locale. Il giovane, 17 anni, ha azionato la cintura esplosiva che aveva addosso mentre arrivavano i fedeli per le preghiere del mattino mescolandosi alla folla. Sebbene per il momento non ci sia alcuna rivendicazione dell’attacco, i sospetti cadono sul gruppo estremista islamico Boko Haram. “Stiamo ancora accertando il numero delle persone rimaste ferite nell’esplosione perché si trovano ricoverate in vari ospedali del paese”, ha detto Othman Abubakar, portavoce della polizia. Si tratta dell’attentato con più vittime dallo scorso dicembre, quando due bambine kamikaze si erano fatte esplodere in un mercato causando 56 morti.

Lo stato di Adamawa confina a nord con quello del Borno, la patria del gruppo terroristico sunnita. La città di Mubi è stata sotto il controllo del gruppo terroristico fino al 2014 e non subiva attentati dalla sua liberazione. Durante la sua occupazione, i terroristi avevano rinominato la città Madinatul Islam, città dell’Islam. Negli ultimi sei anni, Boko Haram ha ucciso più di 20.000 persone e causato oltre 2 milioni di sfollati, secondo le stime fornite da Amnesty International e l’Onu.

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