“Mi spinse contro il muro, mi baciò collo e orecchie, e mi mise le mani sul seno”. Miriana Trevisan accusa Giuseppe Tornatore. Le parole dell’ex velina di Striscia la Notizia travolgono il regista siciliano premio Oscar nel 1988 per Nuovo Cinema Paradiso che subito smentisce dichiarando al Corriere della Sera: “Non l’ho neanche sfiorata”. Un’onda lunga di accuse, quella delle molestie nel mondo del cinema, che ora piomba anche sui set delle produzioni italiane. L’ex protagonista di Non è la Rai, oggi 44enne, si è confessata di fronte ad una giornalista di Vanity Fair dalla sua casa romana davanti ad una tisana. “È una storia di vent’anni fa. Probabilmente lui neanche se ne ricorda. Ma io sì. E ricordo anche molto altro”, ha spiegato la donna nell’introdurre il racconto. L’anno è il 1997. Il luogo, per come lo descrive la Trevisan, sembra proprio l’ufficio del regista di Bagheria, con tanto di fedelissima segretaria (realmente esistente ndr) che prima la accoglie e poi li lascia soli. Si tratta della lavorazione de La leggenda del pianista sull’oceano, film interpretato da Tim Roth e tratto dal romanzo di Alessandro Baricco.

La soubrette napoletana all’epoca 26enne tentava la strada del cinema con “un primo incontro, non un provino” davanti ad un Tornatore 41enne all’apice del successo. “Dopo qualche tranquilla chiacchiera sul film, quando ci stavamo salutando, il regista mi chiese di uscire con lui quella sera per andare a mangiare una pizza. Io risposi che avevo già un impegno, lo ringraziai e mi alzai per andarmene”, dichiara a Vanity Fair. “Lui mi seguì fino alla porta, mi appoggiò al muro e cominciò a baciarmi collo e orecchie, le mani sul seno, in modo abbastanza aggressivo. Riuscii a sfilarmi e scappai via. Ero entrata sentendomi una principessa, a un passo da un sogno che si realizzava, pensavo “forse farò un film con un regista premio Oscar” e sono uscita sentendomi uno straccio”. La descrizione di quell’incontro continua con un primissimo piano dello sguardo di Tornatore: “Incantato al mio ingresso, pieno d’odio alla mia uscita. Come se avesse scoperto che il giocattolo erotico aveva la batteria scarica. Mamma, quanto ho pianto”.

La Trevisan ricorda lo choc di quel momento e il pianto che ne è seguito. Come risponde all’intervistatrice che è conscia delle accuse che lancia (“so benissimo che è la mia parola contro la sua”). Poi segue un elenco di veri provini cinematografici, uno anche per Il Postino di Michael Radford, dove tutto procede liscio, pur senza essere presa nel cast. Qualcosa non funziona invece sul set del film Bastardi (2008). Superato il provino con il regista Andres Maldonado, ecco il produttore allungare le mani: “Massimiliano Caroletti mi diede il tormento per giorni. Io ero sconvolta dalla sua sfacciataggine anche perché stava per arrivare sul set sua moglie, Eva Henger. Lo rifiutai in tutti i modi. Un bel giorno mi chiamarono per dirmi che il copione era cambiato: avevano tagliato quasi tutte le mie scene. Nei provini televisivi, invece, sembra andare tutto a meraviglia.

Striscia la notizia è stato un “ambiente gentile e professionale”, Non è la Rai pure: “Tutti pensano chissà che, invece (…) Ho avuto una grande delusione solo quando scoprii che il corso di dizione e recitazione che ci avevano promesso era una bufala”. O meglio non proprio tutto gira per il verso giusto anche nei provini per il piccolo schermo. È il classico pezzo grosso romano della tv che fa il suo ingresso nei ricordi delle molestie subite dalla Trevisan, purtroppo però senza nome e cognome pur comportandosi alla stregua di Tornatore. Ecco il colloquio tra i due in un piccolo studio, lui che le dice di essere “adatta per il cinema”, che la può aiutare, e all’improvviso il dietrofront. “Cambia discorso e mi domanda come va la mia vita sessuale, che cosa faccio con il mio fidanzato e altre indiscrezioni del genere. Io non rispondo, ma lui esce dalla scrivania, mi si avvicina e cerca di infilarmi la lingua in bocca. Io mi allontano, mi affaccio sul corridoio, incontro una sua collaboratrice, una donna deliziosa che mi dice:  “Hai ancora il rossetto, non ti vedremo più”. Ho capito che era fiera di me e al tempo stesso dispiaciuta per me, per il mio futuro”. È comunque la stessa Trevisan a spiegare che da quel momento la sua carriera in tv “è rallentata, nessuno mi ha cacciato, ma nessuno nemmeno mi ha dato opportunità per crescere. Quelle come me, quelle che non ci stavano, venivano bandite da feste, inviti, occasioni di visibilità e pubbliche relazioni. C’era anche un nome per noi (…) Figa bianca”.

Il nome di Tornatore è il primo a finire nero su bianco nel tritacarne mediatico delle accuse di molestie da parte di attrici nell’industria cinematografica italiana. Un paio di settimane fa era stata Asia Argento, una delle prime accusatrici di Harvey Weinstein, ad aver lanciato il sasso per poi ritrarre la mano in tema di registi molestatori. Su Twitter aveva scritto: “Quellavoltache un regista/attore italiano tirò fuori il suo pene quando avevo 16 anni nella sue roulotte mentre parlavamo del ‘personaggio’”. Accusa circostanziata nei dettagli, ma a cui non è seguito nessun nome e cognome del regista che centinaia di utenti del web, incrociando filmografia e anagrafe dell’Argento, hanno rilanciato invece sui social svelandone la presunta identità. Ora, invece, tocca a Giuseppe Tornatore da Bagheria, Palermo. Probabilmente il più internazionale dei registi italiani, esordio al lungo con Il Camorrista nel 1986, titoli importanti come Malena e La migliore offerta (una coproduzione con Warner Bros), oggi alle prese con un documentario su Ennio Morricone.