C’è un’eredità contesa all’origine dell’omicidio di Piero Casonato, ucciso nel pomeriggio del primo novembre dal fratello Marco al culmine di un dissidio che durava da anni. A dividere i due fratelli era il destino di villa Massironi, dimora storica sulle colline massesi di cui i due erano gli unici eredi. Secondo una prima ricostruzione degli investigatori, Marco Casonato, professore universitario di 63 anni, avrebbe investito con l’auto il fratello Piero, medico di 59 anni, all’interno del parco della villa.

Alcuni operai che stavano lavorando all’interno di villa Massoni hanno confermato che i due fratelli litigavano spesso e che l’ultimo episodio di scontro era stato proprio per i lavori di ristrutturazione in corso, avviati da Marco senza il consenso di Piero. Per i litigi, ma anche per una storia di reperti archeologici, i due erano già finiti sulle cronache dei giornali e in tribunale. Marco Casonato si trova ora in arresto, con l’accusa di aver travolto intenzionalmente con la sua auto il fratello Piero, provocandone la morte.

La villa, costruita nel Seicento dalla famiglia Cybo Malaspina, era sotto sequestro già da due anni, in uno stato di profondo degrado, come appurato dai sopralluoghi della Procura e dei carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale di Firenze. Da tempo gli avvocati si stavano occupando della suddivisione tra i due fratelli e dei problemi sulla ristrutturazione e la messa in sicurezza della villa, disabitata e abbandonata da tempo, ricca di opere d’arte, affreschi e statue antiche, spesso oggetto anche di furti e danneggiamenti. Proprio per questo, la villa fu sottoposta a sequestro dalla Procura di Massa Carrara il 22 giugno del 2015 e i due fratelli Casonato accusati di danneggiamento al patrimonio archeologico, storico e artistico nazionale, come previsto dell’articolo 733 del codice penale. Il processo a carico dei due eredi, per il quale la Sovrintendenza sta decidendo se costituirsi parte civile, è iniziato lo scorso 4 ottobre al Tribunale di Massa.