Più che l’epicentro dello smog, con il blocco dei diesel Euro 5, Torino sta tentando di essere l’epicentro dell’antismog. Ma vediamo innanzitutto la questione dell’appello a tenere chiuse porte e finestre, che ha fatto tanto scalpore e il giro dei media. In realtà il messaggio non è di allarmismo indiscriminato del tipo “tappatevi in casa”. E ricalca espressioni di allerta antinquinamento in uso in altre nazioni. Ecco cosa dice il comunicato del Comune di Torino:

E’ consigliato di evitare attività fisica intensa e prolungate all´aperto e, in particolare per gli anziani, i bambini e i soggetti con patologie cardiorespiratorie, l’invito è di rimanere il più possibile in ambienti chiusi, evitando anche di aprire porte e finestre. 

L’assessore all’Ambiente Alberto Unia spiega che “Le misure restrittive adottate in questi giorni rispondono in primo luogo alla necessità di tutelare la salute di tutti. Per questo motivo, pur consapevole che occorra sopportare qualche disagio, raccomando di rispettare le disposizioni relative alle limitazioni al traffico e, per quanto riguarda il riscaldamento degli ambienti, ricordo che la temperatura non dovrebbe superare i 19° C (con tolleranza di 2°C) nelle abitazioni e in spazi ed esercizi commerciali. Per evitare sprechi di energia e ulteriori emissioni inquinanti consiglio inoltre di tenere le porte chiuse”.

Quindi il consiglio sulle porte e le finestre riguarda da un lato i soggetti deboli e dall’altro il risparmio energetico. Forse si doveva e  dovrebbe specificare meglio che la finestra aperta può essere controproducente nella misura in cui è vicina alle fonti emissive, alle marmitte. Ma sono temi noti a chi si occupa del problema. Non ci sono particolari novità torinesi nell’aria che si respira, salvo il fatto – comune a tutto il bacino padano – che sono davvero rari i casi di superamento consecutivo dei  limiti già a metà ottobre. Torino ha qualche microgrammo in più rispetto alle altre città padane, da sempre: ma questo è dovuto, paradossalmente, alla vicinanza delle colline e delle montagne che spesso fa da tappo e riduce ulteriormente la già scarsa ventosità. Per il resto l’emergenza è la stessa.

La differenza, la notizia, stanno nel provvedimento quadro diverso che la giunta Appendino ha voluto prendere. Il blocco dei diesel fino agli Euro 5 compresi messo in pratica da sabato 21 ottobre.  Ricordo ai lettori che c’è da questa estate un accordo tra tutte le Regioni del Nord per un protocollo di interventi antismog. Dopo quatto giorni di sforamento dei limiti dei 50 microgrammi si fermano i diesel fino agli Euro 4. Molti non lo stanno ancora facendo ma le Regioni di centrodestra e centrosinistra hanno firmato di farlo. La giunta Appendino – che aveva dato un colpo alla botte rinunciando alle domeniche a piedi su tutto il territorio cittadino – dà un colpo al cerchio introducendo, dopo dieci giorni consecutivi di superamento del limite delle micropolveri, lo stop anche ai diesel Euro 5.

Il provvedimento, come era prevedibile e anzi scontato sta provocando le reazioni furibonde dei colpiti. E poco importa se la direzione di marcia delle città europee contro lo smog è proprio quella di fermare i diesel, di superare i diesel. A Torino il disagio dei proprietari dei diesel Euro 4 e 5 (che mai più si aspettavano di essere fermati) si somma con i giochi di ruolo delle opposizioni di centrodestra e del Pd.

Nonostante lo smog altissimo, si chiede di non fermare i diesel Euro 5. Persino l’assessore regionale all’ambiente Valmaggia (del Pd) rimprovera a Torino di fare disordine in ambito regionale perchè “vuole fare la prima della classe” con ulteriori divieti antismog. Ma è ovvio, accade più o meno in tutto il mondo, che la città capoluogo, ovvero il nucleo centrale della città metropolitana, ovvero la parte urbana più densa e più servita dai mezzi pubblici, quella dove più facilmente si può fare a meno dell’auto, sia anche quella che prende più coraggiose e severe misure antismog. Ora vedremo se la giunta 5 stelle di Torino riuscirà a tener duro con un provvedimento del tutto “non populista” come il fermo dei diesel fino all’Euro 5. Aprendo la strada al superamento dei diesel in Italia. O se le pressioni contrarie – soprattutto nel binomio tra commercianti e Pd locale- avranno la meglio.