Photographie retouchée“. Fotografia ritoccata. E’ questa la dicitura che dovrà apparire accanto alle foto utilizzate per le campagne pubblicitarie quando la protagonista è una modella la cui immagine è stata, per l’appunto, “lavorata” e migliorata. A stabilirlo è una legge, la Loi Mannequin, voluta dal deputato di En Marche! Olvier Veran che entrerà oggi 2 ottobre in vigore in Francia. I creativi, le agenzie di pubblicità, le grandi aziende del pret a porter dovranno adeguarsi: se l’immagine è “photoshoppata”, andrà dichiarato. Scritto nero su bianco accanto all’immagine, pena il pagamento di una multa che va dai 37.500 euro e fino al 30% del valore della campagna pubblictaria. Mica “peanuts”. Un provvedimento di forte impatto, se si pensa alla enorme quantità di foto, soprattutto nei settori moda e cosmesi, che hanno come protagoniste modelle più o meno famose. Getty Images, il colosso della fotografia, si è già adeguato in occasione delle ultime sfilate parigine, chiedendo ai propri fotografi di evitare il ritocco, pena la rottura del contratto. E secondo il Giuri francese dell’autodisciplina “tutta la filiera pubblicitaria deve adeguarsi”. Tutta la filiera, comprese modelle e superstar. Che probabilmente non accetteranno di buon grado la scritta “ritoccata” accanto alla loro immagine. La “Loi Mennequin” impone alle case di moda di far sfilare in passerella modelle non troppo magre, che dovranno portare certificati medici a dimostrazione di avere un indice di massa corporea salutare.

 

 

 

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Donald Trump, tra i nomi su cui scommettere per il Nobel per la Pace c’è anche il suo

prev
Articolo Successivo

Grande Fratello Vip, a Marco Predolin non gliene va bene una: sospeso il suo contratto alla radio e il suo ristorante è “massacrato” su Tripadvisor

next