1. Tratto saliente del suo carattere. Tre pregi e tre difetti.
Per i pregi direi curiosità, passione e fedeltà. Per i difetti pigrizia, mania di controllo e fedeltà.

2. Cosa sognava di fare da grande.
La professoressa universitaria.

3. Occupazione preferita quando non lavora.
Amo il giardinaggio, curare le mie piante.

4. In quale epoca storica le sarebbe piaciuto vivere e perché.
Nella Belle Époque, per ballare il can can.

5. Come spiegherebbe a dei bambini in concetto di maschilismo.
Il maschilismo è il governo degli uomini.

6. La peggiore forma della violenza contro le donne è certamente quella fisica ma in Italia, secondo lei, non si esagera anche con le parole e le espressioni?
Per farsi un’idea basta leggere i commenti sui social di Laura Boldrini.

7. Il talento che avrebbe voluto avere.
Il canto! Sono stonata come una campana, ahimè.

8. Il viaggio che non dimenticherà (con chi, quando e dove).
In Irlanda con mia figlia piccola. Non sapevo guidare a sinistra e a lei è rimasto un trauma, me lo rinfaccia ancora.

9. Cosa non sopporta negli altri e cosa, invece, in se stessa.
Negli altri non sopporto l’arroganza. In me stessa non sopporto l’ansia da prestazione: nonostante gli anni, devo ancora farci i conti.

10. Un rimpianto professionale.
Non aver mai cantato a Sanremo!

11. Se la incaricassero di tentare di avvicinare la cosiddetta “millennial generation” agli ideali tradizionalmente di sinistra, da dove comincerebbe?
Tenterei prima di convincere la sinistra ad avvicinarsi ai millennials.

12. La persona che ha cambiato la sua vita.
Mia figlia.

13. Le colpe altrui che le ispirano più indulgenza.
Mi ispirano indulgenza quasi tutte le debolezze.

[email protected] it

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Quattro mezze cartelle /11: L’ultima notte di Galois

prev
Articolo Successivo

Roma: altro che marcia fascista, da Londra a San Lorenzo si festeggia il Carnival afro-latino

next