Più si è giovani nell’iniziare a vedere film porno più nel tempo si concretizzerà un atteggiamento sessista. La correlazione negli uomini tra anagrafe, pornografia, e comportamento nei rapporti sessuali con le donne, è al centro di uno studio effettuato da due ricercatrici di psicologia dell’università del Nebraska, Alyssa Bischmann e Chrissy Richardson. L’indagine è stata condotta su un campione di 330 uomini laureati di età compresa tra i 17 e i 54 anni cercando come dato principale il rapporto tra età d’accesso alla visione del porno e i relativi e conseguenti atteggiamenti in materia di mascolinità e sessualità. Il risultato più evidente scoperto dalle ricercatrici è che più erano giovani i ragazzi quando si sono approcciati la prima volta ad un filmato porno con più probabilità hanno creduto che nel rapporto sessuale l’uomo dovesse avere atteggiamenti di dominanza verso la donna. Dal lato opposto, se gli uomini hanno avuto accesso da più vecchi al porno più hanno sviluppato l’attitudine ad un comportamento da playboy, ovvero l’interesse nell’avere più partner sessuali.

Negli ultimi anni l’uso della pornografia tra i giovani maschi statunitensi si è oltremodo diffuso, anche grazie al web. Uno studio del 2008 ha mostrato che l’87% degli uomini maggiorenni hanno visto filmati porno e poco più del 40% ne usufruisce a cadenza almeno settimanale. Nello studio di Bischmann e Richardson gli intervistati hanno risposto che la media dell’età del primo accesso al porno è stata a poco più di 13 anni. Il 43% ha affermato che la prima volta è stata accidentale, mentre il 33% l’ha cercato volutamente,  e il 17% ha detto che qualcuno li ha costretti a vederlo. Il restante 6% non dà spiegazione. Agli intervistati sono state inoltre formulate una serie di 46 domande per misurare gli atteggiamenti del “ruolo” maschile nella coppia etero. Bischmann e Richardson pur sostenendo che sono necessarie ricerche ulteriori per individuare altri fattori in gioco – come ad esempio le esperienze sessuali negative, l’ansia da prestazione, l’influenza del credo religioso (dove c’è), e la frequenza con cui si fa sesso – sono rimaste molto sorprese dall’avere registrato la “relazione inversa tra la tarda età nell’inizio dell’utilizzo della pornografia e il comportamento da playboy. “Abbiamo osservato difficoltà a livello sessuale tra gli intervistati che stanno lottando contro l’eccessivo uso della pornografia”, ha spiegato la Richradson. “Il divario tra la sessualità reale e quella vista nei film porno può aiutare a spiegare perché chi ha iniziato a vedere la pornografia in età più giovane non sviluppa comportamenti da playboy, ma una sofferta modalità di dominio sulle donne durante il rapporto”.