Il disco di Rkomi è uno dei progetti più interessanti usciti quest’anno. Un album a tratti difficile da interpretare e recensire. Un mix di sonorità, metriche e rime che spiazzano all’inizio l’ascoltatore. Il titolo “Io In Terra” è un avvertimento: in queste quattordici tracce c’è spazio solo per Rkomi, che racconta il suo mondo, la sua vita, i suoi traguardi e le esperienze che l’hanno segnato.

Di questo artista ne avevamo parlato già un annetto fa. L’unicità del suo stile era un piccolo spiraglio di luce in un genere che si stava sempre più oscurando a colpi di trap e autotune. Rkomi però fin da subito è sempre stato qualcosa di diverso. Sembrava il collante perfetto tra la vecchia e la nuova scuola. L’artista che incarnava al meglio questo passaggio di transizione.

Ecco perché dopo un anno di ep, featuring e singoli il suo primo disco ufficiale sotto un’etichetta di primissimo piano come Universal, era atteso con molta curiosità. Premesse rispettate? Sì, o almeno in parte. Lo stile di Rkomi continua a sorprendere. Questo suo modo di rappare spezzettando e incastrando le parole e le sillabe è convincente e suona molto americano. Le produzioni poi sono di primissimo livello. Dei tappeti sonori in cui il rapper sfila con tutta la sua attitudine e creatività. Per gli attuali standard del rap italiano questo disco è ottimo e sopra la media. Le collaborazioni con Marracash e Noyz Narcos valorizzano l’album e aggiungono un tocco di freschezza in più. Non era facile confrontarsi con due pesi massimi di questo genere. Va detto anche che per stile, flow e sonorità sia il rapper di Barona che Noyz Narcos erano le due personalità che più si avvicinano al mondo di Rkomi. Esperimento riuscito.

Diciamolo: per essere l’album di esordio il ragazzo di Calvairate ha rispettato le attese e superato l’esame. È riuscito a conservare la sua originalità e sprigionarla nei versi delle canzoni. È stato fatto un salto di qualità rispetto a un anno fa. Bisogna però anche essere critici. Da lui ci si aspetta sempre qualcosa di più. In questo album non c’è un perfetto bilanciamento dei pezzi. Alcuni, come i due singoli iniziali Apnea e Io In Terra, sono in assoluto di gran lunga superiori ad altre tracce nel disco. La sensazione è che ci sia una sproporzione qualitativa.

Certo, stiamo parlando di dettagli. Nel complesso resta un ottimo disco molto colorato e vario. Una menzione speciale va fatta anche a The Night Skinny che grazie al beat di Brr Brr  alza di gran lunga l’asticella. Un anno fa parafrasando un suo verso l’avevamo descritto come “la perla nera nell’oceano del rap italiano”. Oggi Rkomi non è più una sorpresa, è divento una certezza. Anche dal suo stile e dal suo flow il rap italiano deve aggrapparsi per continuare a crescere e sopravvivere.