Non ho mai capito perché il criterio delle competenze debba valere per tutti ma non per i politici. Nei giorni scorsi la ministrA Valeria Fedeli ha assegnato le deleghe ai suoi tre sottosegretari: Gabriele Toccafondi, Angela D’Onghia (già presenti con il mandato Giannini) e il neo nominato Vito De Filippo, ex sottosegretario alla Salute nel governo Renzi.
E proprio a quest’ultimo sono andate partite importanti come gli ordinamenti della scuola dell’infanzia, del primo ciclo di istruzione e del secondo ciclo di istruzione, la formazione e il reclutamento dei dirigenti e del personale della scuola.

Non voglio assolutamente mettere in dubbio le conoscenze dell’onorevole De Filippo sulla pedagogia di Freinet o di Jean Piaget visto che ha conseguito una laurea in filosofia con il massimo dei voti e la lode, ma per poter decidere (è questo il compito di chi ci governa) sul futuro delle scuole dell’infanzia, della scuola primaria bisogna averle vissute quelle aule, è necessario aver visto un bambino mordere un altro al nido; è indispensabile aver fatto lezione tra quei banchi della primaria e delle medie; aver visto cosa significa insegnare con una lavagna multimediale, con una mappa in classe, con l’ausilio di una insegnante di sostegno veramente preparata. Bisogna sapere bene che oggi un dirigente scolastico si trova a doversi occupare di reclutare i docenti, tenere i rapporti con le famiglie, con gli enti locali, far quadrare il bilancio e chi più ne ha più ne metta.

So già che qualcuno mi risponderà che i “decisori” non devono per forza essere come coloro che operano ma chi occupa certi posti non può continuare a pensare che basta aver amministrato per saper decidere su ogni cosa; sulla salute come sui trasporti, sulla scuola come sull’agricoltura. Diffido sempre dei colleghi che dicono di saper insegnare bene alla primaria, storia, geografia, scienze, matematica, musica e saper anche tutto di autismo, dislessia, disgrafia, bisogni educativi speciali, integrazione, valutazione. Così mi si permetta di diffidare anche di chi un giorno decide sulla salute dei cittadini e l’altro giorno sulla loro istruzione.

De Filippo ha una lunga carriera ma tutta in politica. Ha iniziato a 26 anni nel consiglio provinciale di Potenza; ha ricoperto la carica di assessore provinciale alla sanità e di vicepresidente della Provincia. Dal 1990 al 1995 ha assunto la presidenza del centro di drammaturgia Europeo, presso l’amministrazione provinciale di Potenza. Nel 1995 è diventato consigliere regionale della Basilicata; ha ricoperto la carica di capogruppo e di assessore regionale all’agricoltura. Nel 2000 è stato riconfermato consigliere regionale ed è diventato vicepresidente della giunta regionale ed assessore regionale alla Sanità. Dal 2002 al 2003 è stato capogruppo in consiglio Regionale della Margherita e nel dicembre 2003 è stato eletto presidente del consiglio regionale della Basilicata. Ha vinto le elezioni del 17 e 18 aprile 2005, guidando una coalizione di centrosinistra. Nel marzo 2010, con circa il 60% dei voti, è stato riconfermato alla guida della regione Basilicata. Il 28 febbraio 2014 è stato nominato sottosegretario alla Salute.

E forse lì doveva restare. Potrei sbagliarmi ma l’onorevole potrebbe saperne più di siringhe che di matite vista la sua lunga esperienza in quel settore, almeno dal punto di vista amministrativo.
Ma avrà tempo per dimostrarci il contrario. Forse.

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