Ancora una volta i vignettisti satirici – si fa per dire – di Charlie Hebdo hanno perso una splendida occasione per tacere. L’hanno persa, poiché hanno inopportunamente scelto di ironizzare senza pietà sui morti in Abruzzo per via della neve. E hanno, una volta di più, dato prova di infinita volgarità e della più esecrabile disumanità.

Lasciate che vi spieghi in due parole perché i vignettisti di #CharlieHebdo sono dei miserabili nonché degli utili idioti al servizio del potere. Lasciate che vi spieghi perché io non sono stato né mai sarò un “je suis charlie”, ritenendo anzi questi signori vignettisti tra i più gretti prodotti del nichilismo e della barbarie dilaganti. Figli del nulla, nei quali il nulla trova piena espressione. Sono, senza saperlo, l’altra faccia del terrorismo che li ha colpiti.

Un gruppo di sciocchi e utili idioti al servizio della deficienza imperante, della barbarie che avanza e che si esprime tanto nel terrore quanto nelle loro miserabili vignette. La satira, da sempre, si occupa del nesso tra servo e signore, tra sudditi e padroni. Prende impietosamente di mira i padroni, in ciò facendo valere un effetto liberatorio e critico. La vera satira attacca il potere e non chi lo subisce. Schernisce i costumi corrotti dei potenti: ridendo castigant mores.

Fateci caso: i miserabili di Charlie Hebdo, dal canto loro, prendono sempre di mira i servi, i sudditi: mai i potenti, i signori. E si rivelano, in tal maniera, dei ripugnanti cani da guardia al guinzaglio dei potenti. Mostrano di essere dei volgari servi del potere e dei nemici dei dominati che subiscono il potere quotidianamente sulla propria carne viva.

Chi ha ancora il coraggio di dire “je suis charlie”?

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