Morti come lasagne. Bufera su Charlie Hebdo, considerato baluardo della libertà di satira dopo la strage nella redazione a Parigi. La Francia prende le distanze. E il giornale risponde: italiani, non ve la prendere con noi, le vostre case le ha costruite la mafia. A scatenare le polemiche sul giornale satirico è stata una vignetta sul sisma che ha colpito il Centro Italia, pubblicata sull’ultimo numero: “Terremoto all’italiana: penne al sugo di pomodoro, penne gratinate e lasagne”. Nell’immagine, sotto la scritta lasagne, sono raffigurate diverse persone sepolte tra strati di macerie.

Una disegno che ha suscitato più critiche che risate. Prima sui social, poi tra i politici italiani di tutti gli schieramenti. E ha spinto l’ambasciata francese a Roma a precisare: “Il disegno non rappresenta assolutamente la posizione della Francia”. Ma nel pomeriggio i vignettisti di Charlie hanno pubblicato su Facebook una vignetta di risposta. Vi compare una persona insanguinata sotto le macerie, come nel disegno contestato, che si rivolge al lettore: “Italiani… non è Charlie Hebdo che costruisce le vostre case, è la mafia!”.

Charlie Hebdo ItaliaLa copertina dell’ultimo numero ha in copertina una vignetta sul burkini. Nell’ultima pagina compare l’immagine del terremoto in Italia accompagnato da un breve commento: “Circa 300 morti in un terremoto in Italia. Ancora non si sa che il sisma abbia gridato ‘Allah akbar’ prima di tremare”.

Le reazioni dopo il primo disegno non si sono fatte attendere. Il presidente del Senato Pietro Grasso, a margine della Festa dell’Unità di Catania, ha affermato: “Rispetto la libertà di satira e di ironia, però posso anche dire che ho la libertà di dire che fa schifo“.

Duro Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice: “Ma come cazzo si fa a fare una vignetta sui morti! Sono sicuro che questa satira sgradevole e imbarazzante non risponde al vero sentimento dei francesi. Ben venga l’ironia, ma sulle disgrazie e sui morti non si fa satira – ha aggiunto – e sapremo mostrare come il popolo italiano sia un grande popolo, lo è stato nell’emergenza e lo sarà nella ricostruzione”.

Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, su Facebook ha scritto: “Non fa ridere, non è sagace, non c’è neppure del ‘sarcasmo nero’. È solo brutta. Si vede che l’ha fatta un cretino. Mi spiace non siano riusciti più a trovare vignettisti capaci”.

Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico ha commentato così la vignetta di Charlie Hebdo: “E’ vergognosa e indegna. Come il mondo intero non ha aspettato un attimo ad esprimere vicinanza, in maniera forte e concreta, dopo la drammatica strage nella redazione del giornale satirico francese, così oggi ci aspettiamo che la Francia, a partire dalle sue istituzioni, prenda le distanze da una vignetta che rinnova il dolore nelle tante famiglie italiane che hanno subito il grave lutto del terremoto. Servono le scuse”.

“I 294 morti – ha proseguito il deputato – i tanti bambini rimasti sotto le macerie, non possono diventare l’occasione per un’ironia completamente fuoriluogo e per vendere qualche copia in più. Peraltro i soccorritori ancora in queste ore scavano, alla ricerca delle vittime. L’Ambasciata francese in Italia si attivi subito, affinché dal Governo e dalle istituzioni francesi arrivi un segnale chiaro”.

Attraverso il proprio profilo Twitter Barbara Saltamartini, vice capogruppo alla camera della Lega Nord, ha commentato: “Vignetta su Charlie Hebdo è ignobile e offensiva per i nostri morti del terremoto.Questa non è satira ma spazzatura”.

Viste le reazioni, la Parigi ha deciso di prendere posizione con una nota ufficiale dell’ambasciata a Roma: “La Francia ha espresso le sue sincere condoglianze alle autorità e al popolo italiano e ha offerto il suo aiuto. Siamo vicini all’Italia in questa difficile prova”. “Trattandosi di caricature della stampa, le opinioni espresse dai giornalisti sono libere. Il disegno pubblicato da Charlie Hebdo non rappresenta assolutamente la posizione della Francia”, conclude la nota.

Ma la vignetta non è piaciuta neppure a un maestro della satira come Sergio Staino che, in un’intervista all’Ansa, ha commentato: “Penso che sia una vignetta in linea con la storia di Charlie Hebdo. Non è la prima volta che, per una scelta provocatoria, decidono di andare contro tutto e tutti in momenti di grande dolore”. Per Staino il giornale “ha voluto legare il vecchio stereotipo del paese dei maccheroni alla tragedia, ma il risultato è di basso livello. Neanche un ubriaco o il pazzo di quartiere farebbe una cosa simile, che senso ha? Prendo le distanze da un intervento creativo che non ha alcun senso, almeno per come intendo io la satira”.