I centri di accoglienza in Italia sono ormai una bomba a orologeria dovuta al sovraffollamento, alla multietnicità e a singoli soggetti che sfruttano il malessere di molti per generare violenza.

In un centro di prima accoglienza a Cona, in provincia di Venezia, in cui sono ospitate persone tre volte superiori alla capienza, i migranti si sono violentemente ribellati per le loro condizioni, dopo aver assistito impotenti alla morte di una ragazza ivoriana. Almeno per qualche giorno il dramma dei migranti è rimasto al centro del dibattito pubblico. Così, ci siamo accorti che che “nel nostro Paese non esiste un elenco dei centri, di chi li gestisce e dei soldi pubblici che questi soggetti ricevono”, come ha spiegato Gabriella Guido, portavoce della campagna di sensibilizzazione LasciateCIEntrare nata per denunciare le cattive condizioni di vita all’interno dei centri d’accoglienza italiani e intervistata da ilfattoquotidiano.it.

Tempo fa mettevo in luce il “dramma della disperazione” citando come Clemente Moriggi, indagato da un anno e a capo dei Frati di San Francesco di via della Moscova a Milano, avesse potuto ottenere dalla Prefettura di Milano l’incarico di gestire la caserma Montello nello stesso capoluogo lombardo vincendo il bando di gara per un punto.

Clemente Moriggi ha continuato indisturbato la sua gestione e forse continuerà fino al 31 marzo 2017. Scopro della pubblicazione di un nuovo bando, il 12 dicembre 2016, per la gestione per tutto il 2017 della caserma per un importo presunto di 3.230.250 € (iva esclusa). La scadenza della gara è prevista per il 16 gennaio.

Spero che questa volta la Prefettura valuti e scelga attentamente in attesa che la magistratura possa finalmente pronunciarsi sulle gravi accuse di cui Clemente Moriggi deve rispondere. Credo sia indispensabile non confondere sofferenza con interessi non sempre sani. Il tempo stringe.

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