Quando è tornato in ufficio dopo qualche giorno di vacanza, ha trovato un messaggio nella sua casella di posta elettronica: “Auguro a tutti noi: che il vostro impegno possa trovare il giusto riconoscimento. Buon anno a voi e ai vostri cari”. Mittente, il ministro della Giustizia Andrea Orlando. E a Francesco Palermo, assistente giudiziario al tribunale di Brindisi, gli auguri hanno fatto piacere, ma con qualche puntualizzazione. Che ha deciso di non tenere per sé, rispondendo alla mail inviata da Orlando, il 23 dicembre, a tutti i dipendenti del ministero. “Buongiorno! – ha scritto Palermo – Nel ringraziarla per gli auguri, ricambiandoli, mi preme informarla che da 20 giorni nel tribunale di Brindisi, abbiamo tutte le linee telefoniche non funzionanti. Per telefonate urgenti di ufficio io e, presumo, i miei colleghi stiamo utilizzando i nostri cellulari privati. A spese nostre”. Poi le domande al titolare di via Arenula: “È normale? È forse questo il giusto riconoscimento al nostro impegno, dopo la mancata riqualificazione? Grazie mille, allora! Per il nuovo anno auguro a Lei e a suoi compagni di strada governativa un’attenzione migliore alle nostre condizioni di lavoro e ai loro mancati riconoscimenti”.

Il dipendente ha poi pubblicato la risposta su Facebook: “Si tratta di un problema contingente ma paradossale, se si pensa che parliamo di un ufficio giudiziario – spiega Palermo a ilfattoquotidiano.it – E non ‘un’ inteso come uno: il tribunale è di fatto isolato da più di due settimane. Un classico problema per il quale sarebbe stato necessario un intervento rapido”. Non l’unico, a suo avviso. “Potremmo parlare dei toner per le stampanti che si ordinano solo dopo che quello in uso si è esaurito, con tempi di attesa per la consegna che ingolfano il lavoro fino alla sostituzione, fino alla volontà di alcuni magistrati di stampare gli atti del processo telematico con costi che prima erano a carico degli avvocati – spiega Palermo – O ancora agli 85 euro lordi di aumento dopo anni e anni di blocco del contratto, una presa in giro. Ma soprattutto, come ricordo ad Orlando, tutti i ministeri hanno fatto almeno due corsi di formazione per interni per i passaggi di qualifica, la cosiddetta riqualificazione. Noi no, e l’ultimo concorso per nuovi ingressi risale a 18 anni fa. Ne hanno recentemente bandito uno, ma passeranno anni prima che ci siano dei rinforzi effettivi. Nel frattempo, quanti assistenti giudiziari hanno terminato la loro carriera?”.

Il problema è così impellente che, grazie a un’intesa tra i ministeri della Pubblica Amministrazione e della Giustizia, lo scorso ottobre, si è deciso di spostare tra i faldoni 359 ex rianimatori, autisti e cuochi della Croce Rossa. E sulla carenza di cancellieri e assistenti giudiziari, negli ultimi mesi, si era espresso ben due volte anche il procuratore capo di Bari Giuseppe Volpe “chiedendo di assumere personale” per sveltire i tempi dei processi. La procedura è partita a dicembre e le selezioni per 800 posti dovrebbero iniziare in primavera. Nel frattempo, si arrangi chi può.

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