alberiVi è mai capitato di provare una certa pena nell’anima quando qualche operaio armato di motosega o di accetta abbatte violentemente un albero? Beh certo vi capiamo, perché anche gli alberi hanno un’anima. E poi dormono, parlano, si ammalano e guariscono aiutandosi l’uno con l’altro. Per spiegarvi bene cosa succede quotidianamente ai pini e ai cedri libanesi, alle betulle e ai poppi, alle roverelle come alle querce (a proposito se è sola in mezzo alla città vive centinaia d’anni, se in compagnia di qualche faggio in mezzo al bosco rischia di morire), ci ha pensato Peter Wohlleben, l’ex guardia forestale tedesca che oggi dirige un’azienda forestale ambientalista in cui pratica il ritorno alla foresta vergine, e che ha pubblicato il libro La vita segreta degli alberi (Gruppo Macro). Una curiosità soltanto studiata dall’autore senza raccontare tutto il ricco resto: a quanto pare lo scambio di sostanze nutritive attraverso le radici e l’aiuto tra vicini in caso di necessità sono la regola tra gli amici alberi. Sempre sul tema suggeriamo la recente bibliografia di Tiziano Fratus: L’Italia è un bosco, Il libro delle foreste scolpite, L’Italia è un giardino, tutti editi da Laterza, in cui l’autore porta in giro il lettore per arbusti, foglie e piante, costruendo un amoroso e affascinante viaggio ecologico in Italia. A ciò aggiungiamo una struggente storia a fumetti intitolata L’albero (Salani editore) disegnata da Shel Silverstein. Poche pagine per illustrare il rapporto eterno e totalizzante tra un bimbo e un albero mentre scorre il tempo e le esigenze del bambino fattosi uomo paiono essere più distruttive per l’albero che mai. Non preoccupatevi, però, c’è un happy end.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Carlo Emilio Gadda aveva spiegato Trump settant’anni fa

next
Articolo Successivo

‘La morte nera’ e il fascista che è in noi

next