Nella partita VivendiTelecom entra a gamba tesa – e in via preventiva – l’Agcom. L’authority per le garanzie nelle comunicazioni ha ricordato che potrebbero essere vietate operazioni volte a concentrare il controllo di Telecom Italia, di cui il gruppo di Vincent Bolloré è primo azionista, e Mediaset, di cui il finanziere bretone ha acquisito il 20% con un’operazione definita “ostile” dalla famiglia Berlusconi. Il nodo riguarda i tetti anti-concentrazione previsti dalla legge Gasparri del 2004: le imprese di comunicazioni elettroniche che detengono nel mercato italiano una quota superiore al 40% non possono acquisire ricavi superiori al 10% del Sic (Tv, radio, editoria). E Telecom, segnala l’Agcom, detiene il 44,7% della quota del mercato prevalente delle tlc e Mediaset una quota del 13,3% del Sistema Integrato delle Comunicazioni.

Di conseguenza l’autorità, “in qualità di soggetto di controllo delle norme anticoncentrazione nei mercati delle comunicazioni, intende richiamare – alla luce di operazioni in corso sui mercati azionari – che il Testo Unico dei Servizi di Media Audiovisivi e Radiofonici stabilisce un divieto al superamento dei tetti di controllo“.

Alla luce di una preliminare analisi su dati 2015, Telecom Italia – di cui Vivendi ha il 24,68% – risulta il principale operatore nel mercato delle comunicazioni elettroniche, detenendo il 44,7% della quota nel mercato prevalente delle telecomunicazioni, sottolinea l’Agcom. Mediaset, società operante nel settore dei media e dell’editoria, il cui azionista di maggioranza è Fininvest con il 34,7% del capitale, raggiunge nel 2015 una quota del 13,3% del Sic. Questi dati evidenziano che operazioni volte a concentrare il controllo delle due società potrebbero essere vietate, sottolinea l’Autorità.

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