Dopo il successo di critica alla 73° Mostra del Cinema di Venezia, Robinù – il film documentario diretto da Michele Santoro – arriva finalmente al cinema come evento speciale il 6 e il 7 dicembre. A rendere l’evento ancora più unico nel suo genere, il 6 dicembre alle 19.30, appena prima della proiezione, Santoro sarà in collegamento in diretta su tutti i grandi schermi che programmano il film per introdurre la visione agli spettatori. Un’occasione sicuramente speciale per il grande pubblico che avrà la possibilità di conoscere i motivi che hanno spinto Santoro a raccontare le storie di tanti giovani ribelli che sono riusciti a imporre una nuova legge di camorra per il controllo del mercato della droga, mantenendo un punto di vista sempre oggettivo e senza filtri. Una guerra dimenticata che è arrivata a contare oltre 60 morti e che la chiamano “paranza dei bambini”.

Robinù è basato sui veri volti dei baby boss della camorra e dei loro familiari, portando per la prima volta sullo schermo la storia di un intero giovane popolo ridotto a carne da macello, con droga e kalash (il kalashnikov nel loro strascicato incomprensibile dialetto) come compagne di vita. Sotto gli occhi indifferenti delle istituzioni, quei ragazzi hanno evaso qualunque obbligo scolastico, non parlano italiano, hanno i denti già devastati dalla droga ed esprimono chiaramente sentimenti e passioni di una forza sconosciuta a quella parte di Paese definita normale. Una paranza che da Forcella si insinua nei Decumani e scende giù fino ai Tribunali e a Porta Capuana: il ventre molle di Napoli, la periferia nel centro, tra turisti che di giorno riempiono le strade e gente che di notte si rintana nei bassi trasformati in nuove piazze di spaccio, il vero carburante capace di far girare a mille il motore della mattanza.

ROBINÙ”: da un’idea di Michele Santoro e Maddalena Oliva. Scritto da Michele Santoro, Maddalena Oliva, Micaela Farrocco. Prodotto da: Zerostudio’s e Videa Next Station. Produttore esecutivo: Sabina de Dominicis. Distribuzione: Videa

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