Fiamminghi e valloni hanno trovato un accordo sul Ceta, il trattato di libero scambio tra Unione Europea e Canada. Un’intesa che ora dovrà essere ratificata dai Parlamenti belgi che dovrebbero riunirsi per votare tra venerdì e sabato. Una copia del documento, intanto, è stata inviata all’Ue, in particolare al presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, alla Commissione Europea e al Comitato dei rappresentanti permanenti. Il Ceta è “molto importante per le imprese e l’attività economica – ha commentato il premier del Belgio Charles Michel – Un accordo che pesa 12 miliardi di euro”. Il risultato raggiunto, sottolinea il presidente della Vallonia, Paul Magnette, “è importante per i valloni e per tutto il mondo”.

Resta prudente, per il momento Tusk, che si dice “felice” e precisa però che chiamerà il premier canadese Justin Trudeau “solo quando tutte le procedure saranno completate”. L’accordo è stato raggiunto grazie a una dichiarazione vincolante che rassicura la Vallonia sui poteri della corte pubblica che avrà giurisdizione sulle liti tra multinazionali e governi. Oltre che sulle salvaguardie per gli agricoltori e sulla possibilità di ritirarsi dal Ceta. Il Canada oggi aveva peraltro saltato l’appuntamento, tanto che la delegazione con Trudeau aveva rinunciato al viaggio a Bruxelles in attesa che si sbloccasse la situazione.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Italiani tra i più mammoni d’Europa, Eurostat: “Il 67% dei giovani adulti tra i 18 e i 34 anni vive con i genitori”

next
Articolo Successivo

I tassi sull’euro sono a zero: meglio mettersi il cuore in pace

next