Dopo 30 anni la Grecia torna a produrre un’auto in casa propria, in uno stabilimento di Salonicco e soprattutto con mani e menti elleniche nelle fasi di assemblaggio e progettazione. Si chiama Pony, è un mini pick up e costerà, nella versione base, 7mila euro. Dietro il progetto c’è il 90enne Petros Kontogouris, che si è messo in testa di dare uno smacco a chi pensava che la sua Grecia fosse finita. Rispolverando un modello che aveva smesso di produrre nel lontano 1983.

Un giorno di quasi sei lustri fa, un alto dirigente tedesco gli disse che non si potevano costruire auto in ogni Paese. Come dire che la sua terra, nota per ulivi, turismo e armatori, di quel business proprio non poteva farne parte. Petros si mise in testa, quindi, di far rivivere la fabbrica che fino agli anni ’80 produceva veicoli greci. Nel 1961 la sua famiglia fondò l’azienda Farco dedita alla produzione di un veicolo multiuso dotato di motori Bmw. Non fu un successo quel primo esperimento, tutt’altro. Ma segnò l’inizio di una vera e propria avventura. Nel 1972, dopo varie modifiche, ci riprovò, e creò la Namco (National Motor Company della Grecia), in cooperazione con Citroën e presentò al Thessaloniki International Exhibition una macchina “piazza” che usò come base delle parti meccaniche della più nota 2CV.

La battezzò “Pony” e vendette 30mila esemplari, un record in Grecia, oltre che esportarla in 14 Paesi. I costi operativi e di manutenzione di quel veicolo erano bassissimi rispetto ad un normale fuoristrada, per questo poté contare oltre che su clienti privati anche su commesse governative e militari. La sua fabbrica produceva fino a 10 esemplari al giorno, con ben il 67% dei componenti di origine greca. La produzione però si fermò nel 1983, principalmente a causa dei cambiamenti nel sistema tariffario e dopo l’eliminazione del protezionismo.

Il nuovo Pony ricorda molto il suo predecessore. E’ dotato di una linea classica, a metà strada tra il pick up e una jeep, anche se la tecnologia con cui è realizzata è avanzata, e si poggia sull’esigenza di un avere un veicolo multi uso, dai consumi bassi e con possibilità di riconversione: si può infatti usare come una piccola ambulanza, o come un furgone cabinato, o in campagna come un vero pickup. Due le versioni, un 1400 a benzina e un 1600 diesel, in linea con la trasformazione del settore automobilistico che ha attraversato la Grecia, passata (causa crisi) in tre anni da mega Suv a benzina a più piccoli ed economici veicoli rigorosamente diesel, per via del prezzo invitante del carburante (un litro di diesel è venduto a poco più di un euro) e per via dell’esoso super bollo che colpisce tutti i veicoli superiori a 2000 di cilindrata. Petros ha già pronti in fabbrica 6mila pezzi della nuova Pony.

Twitter: @FDepalo

Immagine tratta da Wikipedia

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Usa 2016. Rinegoziazione del debito, meno tasse, 1 trilione di investimenti, protezionismo: il libro dei sogni di Trump

next
Articolo Successivo

Piaggio Aero diventa industria militare. Vende motori e manutenzione

next