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Il giovane Tito Boeri parla di “autoriduzione” al cinema: “Esigenza di vedere film a prezzi popolari”

di F. Q.

Dalle teche della Rai sbuca un vecchio filmato nel quale il presidente dell’Inps, ai tempi giovane attivista politico dell’estrema sinistra, spiega i motivi dell’autoriduzione: l’imposizione di un prezzo ritenuto congruo per un bene o un servizio, una delle pratiche più gettonate di tutti i movimenti dagli Anni ’70 ai giorni nostri. E’ il 1976 e nelle sale è appena uscito Novecento di Bernardo Bertolucci, ma il biglietto costa 2500 lire. A quel punto il giovane Tito Boeri, presentato dal giornalista come “dirigente di un circolo in zona Ticinese”, difende “l’esigenza di alcuni di noi di vedere un film a un prezzo popolare”

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