“Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”. Possiamo tranquillamente scomodare Antonello Venditti per commentare il ritorno di Alessandro Cecchi Paone alla conduzione di un telegiornale. L’appuntamento è per stasera alle 18.55, quando l’ex naufrago dell’Isola dei Famosi, ex divulgatore scientifico, ex eterosessuale, ex docente universitario, ex candidato di Forza Italia, l’ex qualsiasi cosa, prenderà le redini dell’edizione serale del Tg4. Una scelta, quella di Mediaset, che punta a far risalire la china a un notiziario che non si è mai ripreso dalla fine dell’era di Emilio Fede e che ha bisogno disperato di telespettatori.

Affidarsi a una risorsa esterna non deve essere stato facile, soprattutto per i redattori del Tg4 che, secondo i bene informati, si sono arrabbiati assai per questo acquisto decisamente poco convenzionale. Un vecchio amore, dicevamo, quello tra il polemico Cecchi Paone e il tg, visto che era già stato conduttore del Tg2, prima di fare il salto a Mediaset e occuparsi di divulgazione scientifica.

Il nuovo Tg4 delle 18.55 durerà addirittura un’ora e sarà completamente costruito attorno al suo conduttore. Da “L’etat c’est moi” a “Il Tg4 c’est moi”, evidentemente il passo è brevissimo, come lo stesso Cecchi Paone ha chiaramente detto nell’intervista rilasciata ad Alessandra Menzani di Libero: “Il Tg4 sarà Cecchi Paone”. Per la serie “anche meno”, insomma.

La gustosa intervista della Menzani fa venir fuori un Cecchi Paone profondamente innamorato di se stesso, che risponde per le rime al re deposto Emilio Fede che aveva polemizzato sull’orientamento sessuale del giornalista (“Fede non sa che le famiglie italiane sono migliori di lui e che nonostante lui sono rimaste per bene”), che non ha paura della commistione tra informazione e intrattenimento che lo ha contraddistinto negli ultimi anni (“Secondo analisi di marketing sono ritenuto affidabile e credibile“).

Dopo aver rivendicato persino di non aver mai temuto la “autoritaria” Simona Ventura ai tempi dell’Isola, poi Cecchi Paone passa a ripercorre la sua articolata parabola politica: “repubblicano, forzista, socialista e radicale”, gli ricorda Alessandra Menzani. Lui rivendica tutto e sull’oggi ha solo una certezza: “Il mio cuore è per la famiglia Berlusconi: Silvio, Piersilvio e anche Marina”. Manca solo Dudù, per capirci.

Cosa aspettarsi, dunque, dal Tg4 condotto da Cecchi Paone. Esagerando il pur necessario realismo, potremmo rispondere “una beata mazza“. Politicamente sarà il solito megafono di quel che resta del berlusconismo, ammiccherà alle vecchiette indivanate e alle casalinghe ben più che disperate. Televisivamente, Cecchi Paone potrebbe portare un minimo di ritmo in un telegiornale che non è morto di recente, ma in realtà non è mai esistito. Sopravviveva solo grazie alla figura di Emilio Fede e alla sua reputazione (sia in positivo che in negativo). Hanno scelto uno dei polemisti di professione dei salotti televisivi, uno che nella gazzarra dei talk show pomeridiani era come un limone tra le cozze, sperando di salvare il salvabile. Che è poco o niente, beninteso.

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