Nubi in arrivo per Eni. Standard & Poor’s tagliato il giudizio sul merito di credito (rating) a lungo termine della compagnia italiana portandolo da A- (qualità media) a BBB+ (qualità medio-bassa), con prospettive (outlook) stabili. Si tratta della prima volta che il gruppo guidato da Claudio Descalzi perde la A.

Secondo l’Eni la decisione è stata presa “principalmente a seguito dell’abbassamento dello scenario dei prezzi del greggio”, al momento sotto quota 40 dollari al barile. In effetti per Standard & Poor’s “i bassi prezzi del petrolio avranno un effetto negativo duraturo sul merito creditizio di Eni, nonostante la recente riduzione del debito a seguito del deconsolidamento di Saipem“, ottenuto grazie al provvidenziale intervento della Cassa Depositi e Prestiti.

La valutazione delle prospettive, prosegue S&P, “riflette la nostra previsione che il merito di credito di Eni migliorerà gradualmente nel 2017-2018 grazie ad alcuni miglioramenti nel prezzo del petrolio, e come risultato di questo il flusso di cassa disponibile dovrebbe ridursi. Prendiamo anche in considerazione i costi operativi del gruppo relativamente bassi e la previsione di una produzione più forte dei concorrenti, così come decisive azioni del management come il taglio dei costi e l’impegno a limitare l’aumento del debito attraverso dismissioni e un programma selettivo di spese in conto capitale“.

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