Cultura

Dario Fo “si dona” al pubblico del Piccolo di Milano. Festa in grande stile con parenti, amici e porte aperte a tutti

Nobel per la letteratura nel 1997, drammaturgo, attore teatrale e cinematografico, scrittore, padre nobile di un suo personalissimo grammelot. La possibilità di assaporare ancora una volta una delle tante tracce indelebili della sua lunga carriera le offrirà lui stesso, in una serata di compleanno al Piccolo di Milano a partire dalle 20.30 di oggi, dove, come al solito, non rimarrà fermo e seduto

di Davide Turrini

Per celebrarlo non basterebbero novant’anni. Dario Fo spegne un mare di candeline su una torta immensa. Lascito artistico, assieme all’amata Franca Rame, che pare un pozzo senza fondo. Clicchi su Google inserendo il nome di Fo e sbuca una compagnia teatrale dell’East Coast che in queste ore è alle prese con la prima del Mistero Buffo (“Humor, pathos in new staging of Dario Fo’s ‘Mistero Buffo”, titola il Boston Globe). Semplicemente Dario Fo. Nobel per la letteratura nel 1997, drammaturgo, attore teatrale e cinematografico, scrittore, padre nobile di un suo personalissimo grammelot. La possibilità di assaporare ancora una volta una delle tante tracce indelebili della sua lunga carriera le offrirà lui stesso, in una serata di compleanno al Piccolo di Milano a partire dalle 20.30 di oggi, dove, come al solito, non rimarrà fermo e seduto.

Più che ricevere un regalo dagli altri, come di solito si confà al festeggiato, si donerà lui stesso al pubblico. Gli faranno compagnia, tra gli altri, lo scrittore Stefano Benni, l’attore Ferruccio Soleri il pianista e direttore d’orchestra Enrico Intra, il chitarrista Sergio Farina, e il sindaco uscente di Milano, Giuliano Pisapia. I festeggiamenti erano già iniziati il 23 marzo quando assieme al ministro della cultura Dario Franceschini, Fo ha partecipato all’inaugurazione del Laboratorio-Museo-Archivio Fo-Rame, ospitato nei locali dell’Archivio di Stato di Verona. Un patrimonio di straordinaria rilevanza artistica, composto da copioni, manoscritti, stesure progressive dei lavori svolti, disegni, dipinti, bozzetti, manifesti, copie di contratti, fatture, libri, articoli, costumi, pupazzi, marionette, scenografie, locandine  e fotografie di scena. Una tale quantità di materiali che ha spinto il Ministero a sperimentare un nuovo approccio per la valorizzazione dell’archivio: l’accesso non solo agli studiosi ma anche a un pubblico più vasto. Per questo è stato offerto uno spazio negli antichi magazzini del grano di Verona per ospitare l’Archivio che consenta l’esposizione dei materiali e allo stesso tempo sia un laboratorio per promuovere iniziative e appuntamenti di rilevanza culturale e sociale.

Per chi non potrà essere fisicamente a Verona o Milano, ci sono almeno un altro paio di possibilità per festeggiare Fo in grande stile. Intanto Rai5 gli dedica una programmazione, curata da Felice Cappa, lunga un giorno. Il via alle 15.00 con il film “Lo svitato”, realizzato nel 1956 da Carlo Lizzani, e interpretato da Fo, Franca Rame e Georgia Moll. Commedia bizzarra e surreale – Fo che rincorre il tram, con i passeggeri che chiedono all’autista di aspettarlo e lui che va più forte e li supera è da antologia – con protagonista Achille, fattorino in un giornale milanese scambiato per un giornalista che farà un vero scoop.

Alle 16.30 “Michelangelo, tegno nelle mani occhi e orecchi” registrato dal Teatro Romano di Fiesole, spettacolo in cui Fo racconta il genio di Buonarroti. Alle 19.15 alcuni titoli rari che segnano il contributo di Fo alla nascita della televisione. L’attore, infatti, dopo aver cominciato a collaborare alla radio nel 1952, ha partecipato ai primi programmi sperimentali nelle sedi di Torino e di Milano a partire dal 1953: “Monetine da cinque lire” (1959), con Franca Rame, e “Gli imbianchini non hanno ricordi”, ambientata in una “casa chiusa” negli anni Cinquanta, subito dopo l’approvazione della legge Merlin e registrata in una delle puntate del Mattatore condotto da Vittorio Gassman.

A questi pezzi rarissimi si aggiungono sei cortometraggi istituzionali, di cui Fo è autore e sceneggiatore, programmati dalla Presidenza del Consiglio come educazione e invito al voto per le elezioni del 1958, tra cui “Tutto da rifare”, la storia di due amici che parlano di politica, evidenziando il problema dell’ignoranza e del disinteresse degli italiani nei confronti delle elezioni. Alle 21.15 la lezione-spettacolo inedita: “La fantastica storia di Chagall” registrata da Fo al Teatro Grande di Brescia il 16 gennaio 2016. Infine, per chi non avesse voglia solo di immagini ma di parole scritte, in libreria potete acquistare l’ultimo libro di Dario Fo scritto con Giuseppina Manin. Niente meno che un dialogo, confronto burlesco e serrato con l’onnipotente: Dario e Dio (Guanda).

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