Polemica scoppiettante tra il direttore de La Croce, Mario Adinolfi, e la deputata Pd, Micaela Campana, durante Omnibus (La7). Il tema dibattuto in studio è il ddl Cirinnà sulle unioni civili, fortemente contestato dal giornalista cattolico, che parla di ‘imbroglio della legge per legittimare l’utero in affitto’ e di ‘clamorosa sperequazione nella spesa pensionistica’: “Innanzitutto, la legge si chiama ‘legge sulle unioni civili omosessuali’, non si parla di coppie eterosessuali”. Campana rettifica: “Non è vero, c’è il capitolo 2 sulle unioni eterosessuali”. Adinolfi cita il referendum con cui in Slovenia è stata respinta la legge che ammetteva le nozze gay e l’adozione per le coppie omosessuali. E aggiunge: “Tranne che in Irlanda, ogni volta che si è votato su questi argomenti, i popoli in giro per il mondo hanno detto no a riguardo. In Italia il 20 giugno scorso c’è stata una mobilitazione colossale di piazza (dei cattolici, ndr), spontanea e non sostenuta mediaticamente: una piazza che neanche la Cgil coi buoni pasto riesce a organizzare“. L’ex parlamentare Pd poi invoca una presa di posizione di Ncd e di Angelino Alfano, paventando anche la liceità di una crisi di governo pur di contrastare il ddl sulle unioni civili. Poi la dura accusa: “Con questa legge si legittima l’utero in affitto e la compravendita di bambini a prezzi altissimi. Allo stato attuale, costano al minimo 135mila euro e vengono venduti come oggetti. E’ accettabile in questo Paese una norma che trasforma i bambini in oggetti?”. “Infatti, l’utero in affitto è vietato“, ripete a più riprese Campana. “Voi lo legittimate con la stepchild adoption” – continua Adinolfi, che, senza nominarlo, attacca il senatore dem Sergio Lo Giudice (ex presidente di Arci Gay), il quale ebbe un figlio con il compagno grazie a una madre surrogata negli Stati Uniti – “è inutile che dite bugie. Così trasformate il bambino in un oggetto di compravendita e la donna in un essere schiavizzabile e in un mero forno, proprio come dicono Livia Turco e le femministe. E’ abominevole che questa pratica sia varata da un presidente del Consiglio cattolico“. La discussione si infuoca e la conduttrice Gaia Tortora invita il blogger a placare il tono della voce (“abbassi i decibel, perché al mixer audio stanno impazzendo”). Adinolfi prosegue: “Non facciamo trucchi, non facciamo il gioco delle tre carte! La stepchild adoption è la legittimazione della pratica dell’utero in affitto. Punto. E’ tutto un imbroglio“. Campana, più volte interrotta dal suo interlocutore, ribatte che l’utero in affitto è una pratica vietata e inaccettabile: “E’ inutile che continui a raccontare delle bugie. Quella pratica non c’è in questa legge. Si affronta invece un altro tema: il genitore sociale, cioè l’altro partner in una unione civile, deve avere diritti e doveri della genitorialità“. “E’ la mamma, non il genitore sociale!” – si infuria Adinolfi – “Strappate un bambino alla donna che l’ha partorito per darlo a uno che se lo compra. Roba da pazzi”. La gazzarra continua per diversi minuti e diventa rovente quando Campana definisce ‘indegna di un Paese civile’ la manifestazione indetta da Adinolfi contro le unioni civili. E il blogger perde le staffe: “Siamo scesi in piazza per tutelare i diritti dei bambini e per difendere i nostri figli. Le manifestazioni sono sempre degne di un Paese civile, e non solo quelle che fai te”

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