Quarant’anni e non sentirli. È la frase tipica che dedichiamo ad amici e parenti che, raggiunta la fatidica soglia degli “anta”, hanno bisogno di una parola di conforto. C’è chi, però, questa frase la merita davvero, anche se è una canzone e non un essere umano. In questi giorni, infatti, gli amanti della musica celebra il quarantennale di Bohemian Rhapsody, uno dei tanti successi dei Queen e, a detta di molti, il vero capolavoro della band inglese.

Si è detto e scritto tutto, negli ultimi quarant’anni, di una canzone che contiene un mondo musicale variegato ed eterogeneo. E il miracolo di un capolavoro come questo sta proprio lì, nell’essere riusciti a raccontare in pochi minuti generi musicali apparentemente inconciliabili. C’è tutto l’universo meraviglioso di Freddie Mercury, il suo background, i suoi riferimenti: la ballad, l’assolo di chitarra, l’opera (che recupererà anni dopo con la collaborazione con il soprano catalano Monserrat Caballé) e l’hard rock.

Dal punto di vista musicale, la rivoluzione sta proprio nella struttura, diversa dal solito. Idea di Mercury, che Brian May, John Deacon e Roger Taylor hanno accolto positivamente (e come avrebbero potuto fare altrimenti?). Nel corso degli anni, decine di sondaggi hanno certificato il successo planetario del brano: nel 2000, nell’inchiesta “The Best 100 Number 1s” di Channel 4, è arrivata al secondo posto dopo Imagine di John Lennon. Ma Imagine è un simbolo, quindi ci sta, mentre Bohemian Rhapsody è un vero e proprio gioiello musicale, certamente più complesso del pur immenso brano di Lennon.

Canzone del secolo del Regno Unito, canzone più bella di sempre per il Guinness World Record, terzo singolo più venduto in Inghilterra, secondo più trasmesso dalle radio inglesi, citata tante volte anche in film di successo (la scena più celebre è quella di Fusi di testa, con Mike Myers e Dana Carvey). E potremmo continuare per ore, perché ci sono davvero pochissime persone al mondo che non la conoscono. E allora, forse è il caso di non spendere altre parole. In fondo basta ascoltarla a tutto volume, cantarla a squarciagola e godersela.

Il Fatto di Domani - Ogni sera il punto della giornata con le notizie più importanti pubblicate sul Fatto.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Halloween: Rosa Crux a Parma

next
Articolo Successivo

Biagio Antonacci, “Le cattive notizie non vengono mai sole: dopo il singolo scritto per Laura Pausini, ecco il suo Greatest Hits”

next