Cosa succede quando il cinema indipendente incontra la rete? E quando registi, autori, operatori, attori e spettatori si organizzano spontaneamente per condividere le fasi di produzione e di distribuzione? Forse è il caso di dirlo: un miracolo.

Fare cinema in Italia oggi è un’impresa titanica, caratterizzata da percorsi impervi che attraversano enormi distese di disinteresse e di approssimazione, circondate in prevalenza da “terreni di coltura” che da tempo hanno deciso di prediligere l’intrattenimento inconclusivo e a buon mercato all’approfondimento di evasione, di scoperta, di talento e anche di coraggioso azzardo e sperimentazione.

La meravigliosa, poetica, fantastica e raffinata maestria raggiunta dal cinema italiano all’inizio del secondo dopoguerra ha oggi il sapore amaro e cinico dell’impossibile: appare come un traguardo non più raggiungibile a causa di un sistema irrimediabilmente inceppato, torvo e insipido. Eppure, il fermento non cessa di ribollire: e se non trova nelle majors l’humus adatto per potersi esprimere, perfezionare ed in cui crescere, lo cerca (e spesso trova) in rete.

In questo episodio di Creativi di Fatto, insieme al regista e produttore Thomas Torelli – autore di “Un Altro Mondo”, “Sangue e Cemento”, “Mater Lagunae”, “Inchiesta sull’11/9” e di “Food ReLOVution” – percorriamo i nuovi sentieri del Cinema 2.0 e cerchiamo di comprendere in che modo la rete stia favorendo l’emergere e l’affermarsi di nuove e virtuose produzioni e distribuzioni cinematografiche.

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