La celebre canzoncina di compleanno, famosa in tutto il mondo, non è più coperta da copyright da quando un giudice americano ha dato torto alla Warner Chappel Music che fino ad allora ne manteneva i diritti arrivando a guadagnare 2 milioni di dollari l’anno di royalities. Il commento alla decisione della giustizia americana di b, cervello in fuga e docente di diritto della proprietà intellettuale alla City University of London: “L’etichetta non è riuscita a provare di essere la detentrice di musica e testi. Ora finalmente il brano potrà tornare nei film, dato che prima veniva omesso o storpiato proprio per non pagare le ricche commesse alla Chappel”. Così Happy birthday torna patrimonio di tutti come fosse un pezzo di musica popolare. “Una sentenza che farà storia – continua il professore – e produrrà giurisprudenza”  di Lorenzo Galeazzi e Samuele Orini

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