Un complesso di una cinquantina di appartamenti, sperso nella tranquillità di una cittadina del Lodigiano e che in origine doveva presentarsi addirittura come un residence di lusso, oggi è occupato abusivamente da 54 famiglie e le autorità locali parlano di “emergenza sociale pronta ad esplodere”. Borghetto Lodigiano, un centro di 4mila anime o poco più, vede nel 2006 la presentazione di una denuncia di inizio attività per la realizzazione di un complesso composto da 3 palazzine, con box, cantine, mansarde; il tutto realizzato con finiture di pregio e per una fascia di acquirenti medio alta. Allora il costo degli appartamenti, di varie tipologie, poteva sfiorare anche i 300mila euro. Ma nel 2007 inizia la crisi del mercato immobiliare, che negli anni a venire si aggrava. Le prime società che avevano presentato il progetto, in sofferenza, lo cedono ad un’altra, che prova a resistere. A sua volta, però, nel 2013 è costretta a dichiarare fallimento.

Nel frattempo i lavori erano proseguiti ed il residence nel complesso ultimato. Ma nel marzo del 2013 a fronte della richiesta di agibilità delle parti comuni dello stabile (scale e quant’altro) presentata dall’impresa, il Comune di Borghetto Lodigiano rispondeva che i documenti in suo possesso non bastavano per concederla. “A tutt’oggi – spiega il tecnico comunale che ha istruito la pratica – l’agibilità è sospesa perché non è mai stato presentato tutto quanto richiesto dalla nostra nota di sospensione dell’8 aprile 2013”. Insomma, il residence è lì da vedere, abitabile in ogni singolo appartamento, ma non agibile nel complesso. Peccato che sia quasi interamente occupato da famiglie, con minori, senza alcun titolo di risiedervi.

La maggior parte degli inquilini sono cittadini stranieri, regolari, che lavorano nel circondario. C’è chi fa il mungitore, chi aiuta in cascina, o chi è addetto al confezionamento di prodotti alimentari per una grande logistica non distante e che distribuisce ai supermercati di tutta la Lombardia.
Come siano entrati lì dentro è un mistero, ma il fatto che da due anni lì non ci sia un “padrone” è una bella tentazione per chi è per strada e magari ha pure bimbi piccoli. “Ma in teoria, un padrone, quegli appartamenti ce l’hanno” dice il sindaco di Borghetto Lodigiano, la leghista Giovanna Gargioni, che spiega: “È il Tribunale di Milano che ha preso in custodia quel bene, trasferitogli dal fallimento della società che lo aveva costruito. Dovrebbe essere meglio tutelato, invece è lasciato alla mercé degli occupanti abusivi. Come si potranno ripagare i debiti di chi è fallito se il bene viene danneggiato? Chi lo comprerà mai all’asta? E poi c’è il degrado e il mio timore è che quella zona si trasformi in una Scampia”.

Il fattoquotidiano.it ha contattato il curatore fallimentare che però non ha voluto rilasciare dichiarazioni. La società fallita si chiamava Finman Spa, aveva sede a Buccinasco, nel milanese, e per altri appalti era stata minacciata dalla ‘ndrangheta, fatti che la spinsero a costituirsi parte lesa in un processo scaturito da indagini della Direzione distrettuale antimafia di Milano. Episodi risalenti al 2006 che nulla hanno a che vedere con la vicenda di Borghetto Lodigiano, se non che, probabilmente, contribuirono ad aggravare la situazione finanziaria della Finman.

Intanto, nel residence, qualcuno prova a vivere secondo le regole. Vito Lepore, milanese, comprò un appartamento anticipando quasi 130 mila euro. L’impresa, però, fallì prima di poter rogitare e così Lepore fu costretto a ricompare casa sua all’asta, tirando fuori altri 32mila euro. “Oggi almeno – spiega – ho la piena proprietà di quell’immobile, anche se personalmente non ci abito. Mi preoccupa, però, il futuro dello stabile nel suo complesso”. Racconta Lepore che tempo fa si era recato all’Asl per denunciare che alcune famiglie usavano bombole del gas. “Mi hanno risposto – dice – che avevano effettuato dei sopralluoghi, ma non trovando nessuno in casa e non potendo entrare negli appartamenti, non avevano verificato con esattezza”. Quella denuncia fu profetica. Lo scorso 6 settembre è andato a fuoco un appartamento e i vigili del fuoco hanno trovato una bombola di gas sul balcone e un tubo difettoso. “Un episodio che dice quanto quel residence sia in pericolo. Io spero che presto venga sgombrato”, conclude il sindaco Gargioni.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Festa di CasaPound, Comune di Castano Primo: “Ecco come sono andate le cose”

prev
Articolo Successivo

Padova, protestano architetti: “Logiche clientelari in concorso su area”

next