Frasi a effetto in vernacolo, clamorosi errori di stampa, slogan improbabili. Risultato: un bestiario. Si avvicina l’election day del 31 maggio (si vota per le regionali in Veneto, Puglia, Campania, Liguria, Toscana, Marche e Umbria oltre che per molti comuni) e i muri delle città italiane interessate dalla tornata elettorale sono già coperti dai manifesti dei candidati. Da Nord a Sud è tutto un florilegio di facce, simboli, proclami e colori. Non mancano clamorosi errori di stampa (in Puglia la politica è diventata un “bere comune”) e cattivo gusto assortito. Ecco qualche esempio della fantasia dei candidati (e di chi ne segue la comunicazione).

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