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C’è un salone già pronto per i consiglieri. Le grate in ferro sono state ritinteggiate. I pesanti cancelli resteranno aperti. La sicurezza sarà garantita da una presenza molto discreta della polizia penitenziaria. Solo piccoli dettagli da sistemare nei prossimi giorni, come le sedie e l’impianto di amplificazione. Davvero è tutto pronto alla Casa circondariale di Poggioreale. Occorre, ora, solo attendere la chiusura delle urne e la proclamazione degli eletti.

Sì, perché il nuovo consiglio regionale della Campania tra indagati, rinviati a giudizio, pregiudicati e impresentabili rischia di essere costretto a riunirsi al civico 177 di via Nuova Poggioreale dove è ubicato il carcere. Sembra un paradosso, una provocazione, un volo pindarico ma ma scorrendo le liste dei partiti delle coalizioni di centro-sinistra e centro-destra e liste d’appoggio c’è la significativa probabilità statistica che molti dei futuri consiglieri regionali finiscano dietro le sbarre. I due candidati alla presidenza Vincenzo De Luca e Stefano Caldoro, nonostante siano su sponde diverse, parlano la stessa lingua e più che altro usano gli stessi argomenti in questa deprimente campagna elettorale.

Ora siamo alle comiche finali con gli appelli a non votare gli impresentabili. Spetta all’elettore – praticamente – nel segreto dell’urna fare la cernita, studiare i curriculum, i carichi pendenti, scoprire gli intrallazzi e le trame segrete dei candidati, così da evitare di dare il proprio mandato di rappresentanza a chi non è degno di riceverlo.

Una domanda: i candidati presidenti nella loro funzione di dirigenti politici, di vincitori di primarie e di capi coalizioni non dovrebbero garantire la pulizia delle liste di propria appartenenza? Il film è già andato in onda.

Nel 2010 Roberto Conte, dopo numerosi salti della quaglia, approda al centro-destra ma è un impresentabile. Nonostante una condanna in primo grado a due anni e otto mesi per concorso esterno in associazione camorristica, si inventa per le consultazioni regionali una lista “Alleanza di Popolo”, che sostiene Stefano Caldoro. Il futuro governatore la disconosce chiedendo il ritiro della candidatura. Ma Conte rivendica la propria innocenza e risulterà il più votato e conquisterà un seggio a Palazzo Santa Lucia. Conte avrà altre disavventure giudiziarie e alla fine in consiglio regionale le sue presenze – nell’arco della legislatura – saranno quasi zero. Il suo posto in aula, insomma, ha accumulato solo polvere. Sì, però il consenso della lista di Conte ha contribuito a far governare per cinque anni il recalcitrante Stefano Caldoro (aveva chiesto il ritiro di Conte). Alla fine chi è candidato alla presidenza della Regione, fa il gioco delle tre carte, sa benissimo che determinate “personalità” sono nelle liste a lui collegate perché garantiscono sostanziosi pacchetti di voti e clientele. A chiacchiere ci si dissocia, li si marchia come impresentabili, li si definisce errori statistici fisiologici ma pragmaticamente i voti non puzzano e tutto fa brodo per vincere le elezioni.

Si rischia l’orticaria – ad esempio – a leggere i nomi dei candidati con Fratelli D’Italia. C’è il vicepresidente e consigliere comunale di Napoli, Marco Nonno, (i suoi manifesti abusivi imbrattano, a suon di slogan, i muri della città) condannato in primo grado a 8 anni di carcere per le devastazioni delle proteste antidiscarica a Pianura oppure il consigliere regionale uscente Alberico Gambino, condannato in primo grado per violenza privata a 2 anni e 10 mesi per avere imposto un’assunzione a un imprenditore. Proprio domani, 13 maggio, la Cassazione dovrà decidere per l’inchiesta “Criniera” sulla richiesta di arresto a carico di Gambino, il candidato rischia di stare seduto – per ora da solo – nel salone di Poggioreale.

E non finisce qui. Sempre nel partito dell’ex ministro della Gioventù Giorgia Meloni è candidato il consigliere regionale uscente Luciano Passariello, indagato dalla Dda di Cagliari con accuse di riciclaggio del denaro proveniente dal clan dei Casalesi in un complesso turistico.

Almeno una volta eletti, i campani risparmieranno i bonus per i viaggi dei consiglieri: saranno tutti in riunione nel salone della Casa circondariale di Poggioreale.

@arnaldcapezzuto

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