Gettate nel cassonetto le vostre speranze di rinnovamento e di liste trasparenti e pulite. Siamo in Campania, bellezza. I due principali candidati a governatore, l’azzurro Stefano Caldoro e il democrat Vincenzo De Luca, sono gli stessi di cinque anni fa. Hanno infarcito le loro coalizioni di riciclati, voltagabbana, inquisiti, personaggi dai curriculum discussi e discutibili. Il partito leader del centro destra, Forza Italia, candida come capolista Alessandra Mussolini: la candidata sindaco di Napoli del 1993, epoca senza internet e dai cellulari che pesavano mezzo chilo.

Lo schieramento di centrosinistra ha tra i suoi punti di riferimento Ciriaco De Mita, 87 anni, segretario nazionale Dc e presidente del Consiglio dei ministri dal 1987 al 1989, parlamentare già nel 1963, praticamente un tv in bianco e nero in mezzo ai maxi schermi 3D. I demitiani tornano nell’orbita del Pd, da dove uscirono nel 2008 in rivolta contro Walter Veltroni che tenne fuori dal Parlamento il patriarca di Nusco preferendogli la giovanissima Pina Picierno. Gli alfaniani di Ncd, che a Roma sono al governo con Renzi, qui preferiscono l’uomo di Berlusconi. Chi ci capisce è bravo.

Caldoro ha fatto man bassa di imputati e inquisiti della Rimborsopoli campana. Forza Italia candida Massimo Ianniciello, che fu sottoposto a misura cautelare e poi rinviato a giudizio. Ncd mette in cambio Ugo De Flaviis, Pietro Diodato e Pietro Foglia (quest’ultimo è accusato pure di aver falsificato i timbri di buoni benzina portati a rimborso), la lista ‘Caldoro Presidente’ schiera Gennaro Salvatore (un distinto signore calvo che secondo l’accusa si fece rimborsare la tintura per capelli) e Sergio Nappi, due dei pochi arrestati dell’inchiesta del pm Giancarlo Novelli che ha terremotato le procedure di risarcimento dei fondi consiliari pubblici, entrambi rinviati a giudizio.

In Forza Italia c’è Gennaro Cinque, sindaco di Vico Equense condannato in primo grado per tentato abuso d’ufficio (e siccome il reato era solo tentato, non è stata applicata la Severino), che si è fatto ‘decadere’ attraverso l’escamotage del ricorso a un irregolarità edilizia e ha lasciato il Comune al vice sindaco facente funzioni. C’è l’ex sindaco Pd di Avellino Giuseppe Galasso, due inchieste sul groppone per l’amianto di Isochimica e per i lavori di ristrutturazione di una clinica.

C’è la signora Sandra Mastella, moglie dell’ex ministro di Giustizia, imputati per le presunte malefatte dell’Udeur nella gestione della sanità casertana e dell’Arpac in un paio di processi che si trascinano lentamente a Napoli: in uno è contestata l’associazione per delinquere. Uno degli imputati è Fernando Errico, un ex capogruppo che prova a tornare in consiglio nelle fila di Ncd.

In Fratelli d’Italia, l’ala legalitaria del centro destra, si candidano: il consigliere comunale di Napoli Marco Nonno, 8 anni di condanna in primo grado per le devastazioni delle proteste antidiscarica a Pianura; il consigliere regionale uscente Luciano Passariello, indagato dalla Dda di Cagliari con accuse di riciclaggio del denaro proveniente dal clan dei Casalesi in un complesso turistico; il consigliere regionale uscente Alberico Gambino, condannato in primo grado per violenza privata a 2 anni e 10 mesi per avere imposto un’assunzione a un imprenditore, al termine di un processo dal quale è uscito assolto dall’aggravante di aver favorito il clan Frezza-Petrosino di Pagani (Salerno).

Merita interesse la candidatura in Forza Italia di Raffaele Cardamuro, responsabile ‘emergenza abitativa’ del partito a Napoli. La Procura generale di Napoli nel gennaio 2011 fece radere al suolo la sua casa di Bacoli: era totalmente abusiva. A nulla servì una rivolta di popolo animata dai supporter delle ragioni di Cardamuro.

Ma non scherza nemmeno De Luca. In lista Pd ci sono alcuni indagati della Rimborsopoli tra cui Mario Casillo, Angela Cortese, Nicola Marrazzo, per i quali la Procura di Napoli ha chiesto il rinvio a giudizio per peculato. Il Psi candida l’ex assessore di Bassolino Corrado Gabriele, quattro anni di condanna in primo grado per presunte violenze sessuali alle figlie della ex compagna, processo d’Appello non ancora fissato.

‘Campania Libera’ mette in campo Tommaso Barbato, ex senatore mastelliano, indagato per voto di scambio. Nella lista ‘De Luca presidente’ c’è Carlo Iannace, chirurgo di Avellino imputato in un processo che riguarda il risarcimento di interventi estetici spacciati come oncologici: la requisitoria del pm è prevista il 13 maggio. Ma il capitolo trasformisti è altrettanto interessante: sparpagliati nelle civiche deluchiane troviamo l’ex candidato sindaco di Napoli di Forza Italia Franco Malvano, il consigliere regionale uscente della Destra Carlo Aveta, l’ex consigliere provinciale di ‘Italiani nel Mondo’, il partitino di Sergio De Gregorio, Luigi Sorianiello.

La signora Rosalia Santoro, moglie di un ex cosentiniano, l’editore di Notix Nicola Turco, è candidata in ‘Campania in Rete’. Merita di chiudere l’elenco dei trasformisti Bruno Cesario, il capolista dell’Udc di De Mita. E’ un ex parlamentare del Pd, con vecchi trascorsi demitiani nella Margherita, diventato famoso per aver fondato il gruppo dei Responsabili. I tre Salvatori della Patria – gli altri due erano il dipietrista Domenico Scilipoti e il democrat Massimo Calearo – che nel 2010 corsero in soccorso di Berlusconi, prolungandone di un anno il governo. Cesario divenne poi sottosegretario all’Economia, ma non riuscì a ottenere una ricandidatura blindata ed è rimasto a spasso. Almeno fino ad ora.