In Campania “alcuni candidati mi imbarazzano, ma le liste del Pd sono pulite. Alcune liste che sostengono De Luca hanno candidati che non voterei nemmeno costretto, ma il Pd ha candidato i seri e puliti”. Così il premier Matteo Renzi, parlando a RepubblicaTv, ha chiarito come la pensa sugli “impresentabili” schierati dal sindaco di Salerno, a sua volta condannato in primo grado per abuso d’ufficio, per le Regionali del 31 maggio. Il succo è che i candidati del partito sono senza macchia, perché  “siamo intervenuti in modo molto forte” e “abbiamo anche cambiato candidato a Ercolano e a Giugliano“. “Si può discutere” solo “su alcune liste collegate al presidente”, che comunque resta, nel giudizio di Renzi, “un buon amministratore”, come ha dimostrato “per la città di Salerno”. Alla domanda se consideri “finito” il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi Renzi, facendo ancora riferimento all’appuntamento elettorale di fine mese, ha poi avvertito: “Occhio, ha più vite di un gatto. E se in Liguria Toti vince grazie al lavoro fondamentale della sinistra masochista” ci può essere un ricompattamento intorno alla sua figura. Ma “io auspico che ci sia un bel partito repubblicano di destra, così possiamo sconfiggerlo“.

“Conflitto interessi è vendetta? No, è questione di serietà”
Legge sul conflitto di interessi come vendetta di Renzi alla rottura del Patto del Nazareno? Su questo tema il premier ha voluto sgombrare il campo da ogni sospetto, non risparmiando però critiche verso coloro che erano a Palazzo Chigi prima di lui. “Il conflitto di interessi è un modo per essere seri e all’altezza del Paese, è una delle ‘anta’ cose non fatte da quelli prima. Spero, penso e credo che si possa arrivare a una legge fatta bene e seria” ha detto Renzi, che poi ha attaccato il centrodestra per il comportamento sull’Italicum. “La destra è in difficoltà perché ha scelto una strada contraddittoria, ha fatto la legge elettorale, l’ha votata al Senato e poi alla Camera ha parlato di fascismo! Ma come si fa? L’hanno anche scritta loro…” sono state le parole del presidente del Consiglio.

Che poi è tornato a parlare di riforme, sottolineando che “c’è spazio per rivederle” e per discutere con chi è contrario. Con dei paletti, però. “Premettendo che l’efficacia dell’Italicum è assoluta e che se non si facesse la riforma costituzionale sarebbe un sistema per la Camera che funziona – ha detto Renzi – sulle riforme c’è disponibilità a discutere. Sono fiducioso che dopo la legge elettorale si crei un clima positivo” ha spiegato il capo del governo. Nessun margine di trattativa, tuttavia, sulla riforma del Senato. “Sull’eleggibilità mi pare molto complicato, l’elezione dei senatori è frutto di un articolo che è sostanzialmente chiuso – ha spiegato – Poi sono elementi non decisivi, l’elemento chiave è il bicameralismo non paritario” ha sottolineato il premier. Che poi ha aggiunto: “Se ci sarà bisogno di fare altre letture della legge a settembre e ottobre alla Camera, poi ancora al Senato va bene. Ma poi c’è il referendum: i comitati del no vanno da Landini a Berlusconi, sarà uno spettacolo. Non vedo l’ora”.

Parole non tenere anche nei confronti del Movimento 5 Stelle: “Con loro di concreto mi pare ci sia poco, sulla legge elettorale abbiamo fatto quello che dicevano ma hanno gridato lo stesso all’Aventino” ha detto Renzi, che successivamente ha specificato come “il reddito di cittadinanza per tutti è una follia, a una misura contro la povertà ci stiamo lavorando e siamo disposti a discutere, compatibilmente con i vincoli di bilancio“.

Partito della Nazione? Non è un minestrone dove far entrar tutto”
Dopo aver parlato per la prima volta delle mosse del governo dopo la bocciatura nella norma Fornero sui rimborsi alle pensioni, non poteva mancare una battuta sul futuro del Partito democratico e sui prossimi progetti politici del premier. “Il Partito della Nazione non è un minestrone in cui entra di tutto – ha assicurato Renzi – E’ un partito di sinistra con una visione riformista del Paese. Gli elettori del Pd moriranno democristiani? Mi sembra evidente di no” è stato il parere del premier, secondo cui – ricordando quanto accaduto in Gran Bretagna – “in Europa ci sia una sinistra riformista e credibile che prova a vincere e la sinistra masochista”.

Migranti: “Bombardare i barconi? In Albania ha funzionato” – Alla vigilia della presentazione della nuova Agenda della Commissione Ue sull’immigrazione, che dovrebbe prevedere l’obbligo per tutti Paesi di accogliere chi sbarca sulle coste italiane, Renzi ha spiegato che l’ipotesi di bombardare i barconi dei trafficanti di esseri umani nei porti libici “è stata praticabile in Albania, sono tecniche militari, lo studio è pronto, noi siamo pronti a intervenire”. Sull’immigrazione però “mi aspetto una risoluzione Onu complessiva, poi valuteremo”. Quanto alla distribuzione dei migranti per quote tra i diversi Stati “è una proposta che arriva dalla Commissione, mi sembra seria. Ci sono alcuni Paesi che non la vogliono, capisco la loro resistenza, ma è chiaro che non può essere solo l’Italia a farsi carico” dell’emergenza.

Le riforme: “Assunzioni nella scuola solo se passa il ddl” – Il premier ha parlato anche delle riforme ora in discussione: per quella costituzionale si attende “entro luglio la terza lettura al Senato, se serve faremo la quarta alla Camera tra settembre e ottobre. Il referendum sarà nel 2016 e lì ci sarà il grande bivio tra chi vuole cambiare ed il comitato del no che andrà da Salvini a Grillo a Berlusconi fino a Landini, sai che spettacolo…”. Sull’Italicum si sono sentite “polemiche pretestuose, è un passo di civiltà. Mi hanno detto che sarebbe stata una svolta autoritaria. E mi hanno proposto il Mattarellum, un sistema con cui”, ha accusato il segretario, “il Pd delle Europee avrebbe preso 511 seggi”. La destra, poi, “è in difficoltà perché ha scelto una strada contraddittoria, ha fatto la legge elettorale, l’ha votata al Senato e poi alla Camera ha parlato di fascismo! Ma come si fa? L’hanno anche scritta loro…”.

Quanto alla scuola, Renzi ha avvertito che “senza la riorganizzazione non ci sarà il decreto assunzioni“, perché “noi assumiamo per investire nella scuola”. Infine il ddl anticorruzione: “Mi appello ai deputati: di solito la Camera non lavora l’ultima settimana preelettorale, sarebbe un bellissimo gesto se i deputati lavorassero in quella settimana e se l’anticorruzione venisse approvata entro questo mese”. Il presidente del Consiglio ha poi parlato della legge sul conflitto di interessi che, come annunciato dal ministro per le Riforme Maria Elena Boschi, dovrebbe approdare in Aula a giugno: “Siamo l’unico Paese che non ha una legislazione sul conflitto di interessi. E’ una delle tante cose che non sono state fatte. Credo che si possa arrivare a una legge fatta bene e seria. E’ una delle ‘anta’ cose non fatte da quelli prima”.