Roma, 20 gen. (Adnkronos) - "Tre affermazioni da discutere, quelle della presidente del Consiglio Meloni sul fisco. Uno: 'Il carico fiscale sui nuclei familiari si è ridotto di oltre 33 miliardi?. Falso: le famiglie non pagano 33 miliardi in meno di tasse. 33 miliardi è la somma di tagli fiscali, temporanei e permanenti, spalmati su 4 anni. Per esempio, per fare 33 il taglio del cuneo fiscale del 2024 è sommato a quello del 2025". Lo afferma Maria Cecilia Guerra della segreteria del Partito Democratico, responsabile Lavoro
"Due: 'Secondo l’Ufficio studi della CGIA la pressione fiscale complessiva risulta in aumento, …perché in questi anni è cresciuta l’occupazione, sono aumentati i salari e di conseguenza anche le entrate contributive e fiscali dello Stato'. Falso. La pressione fiscale ci dice quanto pesa il carico delle imposte e dei contributi sociali sul Pil. Se aumenta l’occupazione, aumentano le imposte ma aumenta anche il Pil, non è quello che cambia il rapporto. La pressione fiscale aumenta solo se le tasse aumentano di più dei salari. È avvenuto questo? Ma allora è il contrario di quanto sostiene Meloni. Abbiamo ragione noi quando diciamo che l’imposta ha pesato di più sul lavoro dipendente per colpa del fiscal drag, che si è portato via in tre anni 25 miliardi di gettito. Sulla pressione fiscale sui redditi di lavoro, comunque, la CGIA non dà alcun dato".
"Tre: 'Una quota maggiore di gettito è stata richiesta a grandi imprese, banche e assicurazioni'. Non solo alle grandi ma anche alle piccole imprese, a cui pure è stato tolto l’Ace, e che saranno anche danneggiate dalla scelta di incentivare gli investimenti con iper ammortamento invece che con crediti di imposta. Sì, le banche e le assicurazioni pagano imposte in più, in parte davvero e in parte solo come anticipo. Ma nessun Robin Hood si aggira nel governo. Alle banche e alle assicurazioni viene fatto un regalo coi fiocchi, aprendo loro il mercato della previdenza complementare collettiva, con la piena portabilità del contributo versato, contrattualmente, dai datori di lavoro. Un affare molto molto succulento".