La storia della famiglia Versace è una storia da film: dal laboratorio della madre sarta a Reggio Calabria alle passerelle di tutto il mondo, la parabola di Gianni Versace (morte violenta inclusa) è stata una di quelle favole moderne che contribuiscono a rendere il mondo della moda quell’universo dorato (almeno in superficie) che è. Ma raccontare le vicende dello stilista calabrese sullo schermo forse sarebbe stato troppo banale, e allora gli americani hanno deciso di concentrarsi su un’altra figura chiave della famiglia: Donatella.

È lei, infatti, la protagonista di House of Versace, un film per la tv che è andato in onda mercoledì 15 aprile su Sky Cinema 1 e che racconta gli ultimi venti anni della maison italiana, concentrandosi sulle alterne fortune della sorella di Gianni. Tra depressioni e droga, invidie e gelosie, c’è tutto il campionario di emozioni umanissime che hanno trasformato l’ex brutto anatroccolo di casa Versace in un’icona di stile e di eccessi, amata dalle star e perseguitata dai paparazzi. Il film, andato in onda ormai due anni fa in America, non era piaciuto a Donatella, che aveva fatto sapere di non aver apprezzato quella che definiva “un’opera di finzione”.

I panni di Donatella sono indossati dall’attrice Gina Gershom, mentre Colm Feore è Santo Versace, il fratello “saggio” che aiuterà Donatella a uscire dalla depressione e dalla droga. Ovviamente c’è molto colore hollywoodiano, con intrighi, gelosie e lotte intestine alla famiglia degne di Beautiful, ma molto di quanto è raccontato nel film risponde al vero e racconta con una certa dovizia di particolari gli anni turbolenti di una casa di moda che all’improvviso si era trovata senza il suo fondatore e dominus incontrastato. Il film è tratto dal libro House of Versace: The Untold Story of Genius, Murder and Survivall, scritto nel 2010 da Deborah Ball, giornalista del Wall Street Journal. Negli Usa è stato trasmesso dal canale Lifetime, di certo non noto per la qualità eccelsa dei suoi prodotti. Non aspettiamoci un’opera d’arte, dunque, perché non lo è. Ma sarà interessante entrare per un paio d’ore nel regno solo all’apparenza dorato di Queen Donatella per scoprirne glorie e miserie, trionfi e debolezze.

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