La coppia che scoppia. Compensata però nel mondo reale da una sottintesa conferma: Riccardo Scamarcio sarà presto sposo di Valeria Golino. Il co-protagonista del nuovo film di Sergio Castellitto, presentato oggi alla stampa, ovviamente si rifiuta di parlarne: Il matrimonio è una faccenda privata e tale deve restare” ma non nega di esserne “contento”. E la questione si chiude lì.

A scoppiare, si diceva, è invece la coppia cinematografica formata con Jasmine Trinca in Nessuno si salva da solo, ennesimo adattamento per il grande schermo realizzato da Castellitto di un romanzo della moglie Margaret Mazzantini e che uscirà il 5 marzo in circa 300 sale.

Un melò esistenzialista contenuto nella cornice di una cena tra Scamarcio-Trinca ormai separati in cui vengono rievocati per flashback i punti nevralgici della loro storia d’amore. Perché se è vero che “c’eravamo tanto amati” ora i due rischiano di detestarsi attraverso rancori implosi nel silenzio o malintesi mai affrontati. È la vita, quella tremenda normalità di una “normale” coppia contemporanea: due figli piccoli, rispettive ambizioni non realizzate, sbarcare il lunario.

“Non ci crederete ma si tratta di un film politico. Perché non c’è niente di più politico dell’intimità” spiega Sergio Castellitto tentando di gettare luce sulla sua ultima fatica in cui ha scelto di non recitare. “L’amore è uno strano serpente a cui ricresce sempre la coda, ed è una cosa professionale: non lo si può vivere part-time!”. Benché non siano queste dichiarazioni autobiografiche (“ma qualunque lavoro artistico è autobiografico…”) è invero che la coppia coniugale/professionale Castellitto-Mazzantini proceda per un full-time conclamato: “Il cinema si fa in coppia”. E però aggiunge scherzando “artisticamente siamo individui molto ben distinti. Diciamo che se Margaret è morale io sono umorale”.

È stata la Mazzantini a sceneggiare dal proprio romanzo mutandone addirittura il finale, mentre per quanto riguarda il cast protagonista Castellitto aveva in mente fin da subito Riccardo Scamarcio e Jasmine Trinca. I quali, non poco spaventati dalla mole di lavoro “e di dialoghi da memorizzare come a teatro” sulle proprie spalle, hanno ritrovato nei due personaggi delle grandi verità contemporanee. Secondo la Trinca “a fregarci tutti è l’inseguimento della perfezione come ideologia” mentre per Scamarcio “è importante che ci rendiamo conto che nessuno è risolto, a prescindere dal proprio passato”.

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