“Mi piacerebbe intervistare il Mullah Omar o la Merkel“. Così il giornalista Massimo Fini spiega a ilfattoquotidiano.it quali personaggi vorrebbe aggiungere all’elenco delle persone intervistate. “Ma non parliamo troppo di giornalismo, a me interessano le persone”. Lo scrittore sorride all’idea che ci sia un ‘Fini-pensiero’ e assicura di avere scritto il suo ultimo libro (‘Una vita’, Marsilio editore) per se stesso: “Ci sono 70 anni di storia a cui ho dato un respiro più ampio, perché si attraversa la storia d’Italia. Altrimenti a chi cazzo poteva interessare la mia vita?”. “‘L’accusa’ di misoginia che mi fanno? Ma non è vero, la gente confonde. Io ho detto semplicemente che “la sovrastruttura donna, ha schiacciato la sovrastruttura femmina nella nostra società”, non è colpa di nessuno, ma questo rende difficilissimi i rapporti tra i due sessi”. Poi la critica dura al ’68. “Quel periodo è stato un bluff – afferma – c’è stata una generazione di opportunisti, quelli delle molotov e champagne, dell’aristocrazia e borghesia romana, e che hanno influito nelle generazioni a venire, perchè i ragazzi di oggi, dopo quell’esperienza, della politica se ne fregano, giustamente”  di Francesca Martelli

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

‘The New Yorker’, cento di questi 90 anni

prev
Articolo Successivo

Il segreto del suo volto, opera intensa tra guerra fredda e post Olocausto

next