Alla fine, dopo gli appelli delle organizzazioni per i diritti umani, degli organismi non governativi e persino dei governi alleati del Bahrain, Maryam Al-Khawaja è tornata libera. Il 15 settembre avevamo raccontato in questo blog del suo arresto, al rientro dall’esilio per trovare suo padre Abdulhadi (condannato all’ergastolo e in sciopero della fame) e delle sue prime due settimane in carcere per aver “aggredito pubblico ufficiali” (ossia, alcuni agenti che l’avevano bloccata all’aeroporto per la presunta assenza di un visto d’ingresso, lei è cittadina del Bahrain!).

La notizia è buona però solo in parte. A Maryam Al-Khawaja è stato imposto il divieto di espatrio. Le viene impedito dunque ciò che ha fatto negli ultimi tre anni: girare il mondo, Italia compresa, per denunciare le violazioni dei diritti umani che si verificano nel piccolo regno del Golfo persico, protetto da Usa e Gran Bretagna. 
La campagna delle organizzazioni per i diritti umani proseguirà ora con la richiesta di eliminare ogni condizione al rilascio di Maryam. Intanto, bentornata a casa!
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