Il Movimento 5 Stelle è pronto a dare battaglia in Parlamento attraverso una “guerriglia democratica” perché “siamo in guerra, ma la nostra è fatta nell’ambito delle istituzioni”. Quindi niente “azioni eclatanti” o “dimissioni di massa”. Al contrario ci saranno “manifestazioni per difendere la battaglia che il Movimento sta conducendo al Senato in difesa della Costituzione“. Beppe Grillo, a Roma per una riunione congiunta coi suoi, doveva parlare di riforme, specie in vista dell’8 agosto, data fissata dal governo Renzi per il voto sul ddl Boschi in Senato. Ma, in realtà, l’incontro si è concluso con la proposta di una mobilitazione, avanzata da Grillo e accolta dall’assemblea, che potrebbe chiamarsi “Parlamento in piazza”. Ancora incerti tempi e modalità che saranno stabiliti nei prossimi giorni, forse martedì 29 luglio, in una nuova assemblea congiunta. C’è chi immagina di protrarla addirittura per una settimana e chi vorrebbe, invece, limitarla a una grande manifestazione di un giorno. 

A riunione ancora in corso un senatore aveva anticipato che al centro della discussione non c’erano state né le riforme né la legge elettorale, ma l’ipotesi di “azioni forti in piazza, per rilanciare il concetto del Parlamento in piazza e dei cittadini”. E, di fatto, questo è stato il risultato dell’incontro. Prima del suo inizio, Grillo, oltre a spiegare la determinazione dei 5 Stelle nel dare battaglia su Palazzo Madama, aveva sopito le voci di chi gli chiedeva conto di eventuali dissapori tra lui e il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio nella gestione della trattativa sulla legge elettorale con il Pd. “E’ una persona straordinaria, l’emblema della politica onesta – ha detto  -. Siamo tutti cittadini straordinari, ma siamo stati messi all’angolo”. 

Video di Irene Buscemi 

Era stato proprio Di Maio, nel secondo incontro in diretta streaming con Matteo Renzi, a proporre al premier l’apertura dei 5 Stelle in cambio di un patto sulla legge elettorale. “Se troviamo un accordo – aveva detto rivolgendosi al presidente del Consiglio – convenga sul fatto che abbiamo i voti per fare qualcosa di meglio, il vostro partito e noi insieme. Con i nostri e vostri voti possono diventare legge le preferenze e l’intervento sull’immunità parlamentare”. Punti messi nero su bianco anche sul suo blog di Grillo in un volantino scaricabile online che contiene le controproposte dei 5 Stelle al ddl Boschi. Perché secondo l’ex comico “Renzi impone una riforma del Senato contro le democrazia”. 

Video di Irene Buscemi e Nello Trocchia

Sul dialogo, però, Grillo ha precisato: “Con il Partito Democratico c’è un confronto sulla legge elettorale, ma sia chiaro che noi non ci faremo prendere in giro“. Smentita qualsiasi tipo di corrente interna al Movimento e su Berlusconi, ha poi avvertito: “E’ disperato per le sue aziende, farà qualsiasi cosa”. Il leader M5s, insistendo sulla legge elettorale, ha spiegato che “non c’è in gioco solo un dialogo, c’è in gioco la democrazia, ci sono in ballo dieci anni di futuro dei nostri figli” e ha invitato “colleghi, artisti, intellettuali, gente che sa di Costituzione” a prendere parola “perché entro l’8 di agosto combineranno cose incredibili”. 

La scelta dell’incontro a porte chiuse tra l’ex comico e i suoi parlamentari è stata il bersaglio del democratico Roberto Giachetti che, sul suo blog e sui social network, ha pubblicato una pagina in cui si annunciava la diretta streaming della riunione. Cliccandoci sopra, però, si veniva rinviati su un’altra pagina con una foto di Grillo e l’annuncio: “Oggi un altro noto leader politico non vuole lo streaming –  ha scritto -. Ci scusiamo per il disagio”.

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