“Non prevalgano rivalità, invidie e fazioni”. Papa Francesco lo ha detto con chiarezza ai suoi primi 19 cardinali, di cui 16 elettori e 3 ultraottantenni. In prima fila ad ascoltare Bergoglio c’era anche Benedetto XVI. Nella sua meditazione il Papa latinoamericano ha messo l’accento sui temi più forti che hanno caratterizzato il suo primo anno di pontificato. Dal “camminare, costruire e confessare” che aveva scandito l’omelia della prima Messa dopo l’elezione nella Cappella Sistina, alla condanna della “mondanità” da cui la Chiesa si deve spogliare, come richiesto dal Papa nel suo viaggio ad Assisi lo scorso 4 ottobre. “Non dovremmo avere paura della croce – ha affermato Francesco – eppure, siamo anche noi pur sempre umani, peccatori, e siamo esposti alla tentazione di pensare alla maniera degli uomini e non di Dio”.

Ai nuovi cardinali Bergoglio ha ricordato che “la Chiesa ha bisogno della vostra compassione soprattutto in questo momento di dolore e sofferenza in tanti Paesi del mondo. Vogliamo esprimere la nostra vicinanza spirituale – ha aggiunto il Papa – alle comunità ecclesiali e a tutti i cristiani che soffrono discriminazioni e persecuzioni. La Chiesa ha bisogno della nostra preghiera per loro, perché siano forti nella fede e sappiano reagire al male con il bene. E questa nostra preghiera si estende a ogni uomo e donna che subisce ingiustizia a causa delle sue convinzioni religiose. La Chiesa – ha concluso Francesco – ha bisogno di noi anche affinché siamo uomini di pace e facciamo la pace con le nostre opere, i nostri desideri, le nostre preghiere: per questo invochiamo la pace e la riconciliazione per i popoli che in questi tempi sono provati dalla violenza e dalla guerra”.

Assente giustificato il cardinale Loris Francesco Capovilla, per dieci anni segretario di Giovanni XXIII, che il prossimo 14 ottobre compirà 99 anni. “Ho ascoltato in televisione – racconta a ilfattoquotidiano.it – l’annuncio di Papa Francesco con il mio nome nella lista dei suoi primi cardinali. Ho pensato immediatamente ai miei fratelli e sorelle di tutto il mondo, non solo cristiani ma anche di tutte le altre religioni, che hanno speso tutta la loro vita al servizio del prossimo. Arrossisco pensando a questa decisione del Papa di crearmi cardinale che sento immeritata e soprattutto inattesa. Come potrei darmi delle arie e credermi una persona importante dopo aver avuto un grande pastore e maestro di vita come Papa Giovanni?”.

Cosa direbbe oggi Roncalli vedendo il suo don Loris cardinale? Capovilla si commuove: “Non ho il coraggio di dire cosa direbbe. Non voleva bene al suo segretarietto ma a tutto il mondo, a tutti gli uomini”. Capovilla precisa, inoltre, che non ha sentito Bergoglio dopo l’annuncio della sua porpora. “Tutti noi nuovi cardinali – spiega Capovilla – abbiamo ricevuto la sua lettera umile e delicata nella quale ha scritto che il cardinalato non è un’onorificenza. Non si tratta di promozioni e premi altrimenti sarei stato superato dalle centinaia di migliaia di persone che mi precedono”. Il neo cardinale riflette anche sulle parole di Eugenio Scalfari su Papa Francesco e afferma: “Scalfari ha scritto che la carità di Bergoglio ha reso Roma capitale del mondo, ma non da un punto di vista economico, politico e militare. Spero che abbia voluto dire che l’ha resa una potenza morale”. E pensando alla canonizzazione del suo Giovanni XXIII che avverrà il prossimo 27 aprile insieme a quella di Giovanni Paolo II annuncia: “Verrò a Roma se sarò ancora vivo”.

Twitter: @FrancescoGrana

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