Nella notte del 30 gennaio 2014 si è spenta una vostra abbonata di 103 anni, mia nonna materna, che vi ha letto quotidianamente fino alla fine, spesso annotando le notizie per farle leggere a figli, nipoti e… No,ai pronipoti no, troppo piccoli!

Elisabetta (Bettina) Viotti, di Osasio (Torino), coltivatrice diretta, classe 1910, orfana di madre in adolescenza e quindi madre lei stessa di tre fratelli più piccoli, ne avrebbe avute di storie da raccontarvi

Moglie del primo sindaco del paese (municipalizzato solo nel primo Dopoguerra) e sua ‘complice’ durante tre mandati in tante battaglie di civiltà, emancipazione, equità, giustizia. Nel loro piccolo, s’intende, fecero la differenza. Ma, allargando lo sguardo, la strada dell’Italia che apparve in sogno alla nostra generazione, l’avevano tracciata loro. Che avevano provato sulla pelle l’assenza di una nazione, di un sistema sanitario, l’assenza di un familiare, prigioniero degli inglesi, a Zonderwater, in Sudafrica.

In proporzione ai mezzi, credo si sia guadagnata il titolo di “Donna di Fatto”.

Con questa mia vorrei ringraziarvi, a nome della mia famiglia, per aver tenuto costantemente lucida la mente di una donna che meritava ampiamente di vivere fino in fondo la sua vita e quella dei suoi cari.

Con stima

Flavio Ronco
30 gennaio 2014 

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