Friggete in buon olio della polenta a tocchettini alti un centimetro, con la larghezza di 4 e l’altezza di 2,5, senza ovviamente usare il calibro. Disponendoli e serrandoli come se doveste fare una lasagna, strato dopo strato, versateci sopra dell’asparagina scottata in poca acqua e risaltata con delle patate lessate e spiaccicottate con una forchetta. Nel risaltarle avrete prima scottato, sempre in olio, delle cipollotte bianche con le loro foglie verdi, affettate sgarbatamente e unite a degli spicchi d’aglio frantumati. Foglie spezzetate di menta e o basilico vi serviranno per profumare ulteriormente questo composto che terrete morbidissimo, ma non liquido, utilizzando l’acqua di cottura dell’asparagina.

Fatti non meno di tre strati di polenta, con l’ultimo ultimerete questo piatto che dovrete ripassare in forno a 130° per un mezz’ora. Sporzionandolo potrete scegliere due strade: la prima condendolo con il solito parmigiano grattugiato. La seconda deponendoci sopra, prima della sventagliata di quest’ultimo – e se non vegani – un uovo affrittellato. In questo caso una macinatura di pepe nero è obbligatoria. Tutto il resto è invece variabile: patate sostituite con zucca gialla o carote, ad esempio. O l’asparagina con gli ultimi carciofi che troverete nei mercati.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Milano Matsuri, una domenica di festa in stile giapponese

prev
Articolo Successivo

Dark side of the beer, il raduno dei birrai fai da te

next