Certe volte, come si dice, basta la parola. Basta leggere quel che hanno detto nello stesso giorno due ministri della Repubblica mentre la gente sfilava in piazza a Roma nel No Monti Day e Berlusconi spiegava agli italiani che bisogna ancora puntare su di lui per vivere un sogno.

Ecco le parole del ministro per le attività culturali, Lorenzo Ornaghi, ospite di un convegno a Stresa: “Uno stato sociale garantito dalla Stato non sarà più possibile, qui come in nessun altro Paese dell’Occidente. Il welfare – ha spiegato ancora il ministro – è stato una grande trasformazione di tutto il Novecento, ma ha anche modificato, e talvolta indebolito, il funzionamento della democrazia, perchè l’aspettativa generalizzata, una volta diventata diritto, abbisogna di una soddisfazione che appesantisce i costi dello Stato. E’ un’esperienza storica che ci lascia la necessità di dover proteggere fasce ampie di cittadini al meglio possibile, ma che non potrà più essere sostenuta con le risorse dello Stato. Da qui la necessità di trovare nuove forme di cooperazione, partenariato, integrazione, tra pubblico statale e privato sociale nelle diverse forme di welfare. Se non troviamo quelle – ha concluso Ornaghi – non usciremo più da una crisi del welfare che è irreversibile”.

Insomma l’Italia abbisogna, la gente deve capire, pensionati, e malati di Sla rappresentano un limite alla democrazia senza il sostegno privato. Lo conferma il collega della Sanità ospite – pure lui – a un convegno: “E’ necessario rendere più trasparente, più omogeneo e, soprattutto, più equo il sistema della compartecipazione della spesa in sanità. Dal primo gennaio 2014, se non facciamo niente, avremo due miliardi di ticket aggiuntivi: non ce li possiamo permettere, non solo perchè andrebbero in molte situazioni a colpire una fragilità, come gli anziani, ma perchè finirebbe per essere ancora più evidente la contraddizione in base a cui se si alza troppo la partecipazione diventa più conveniente andare a chiedere la prestazione al privato. Siamo ancora molto lontani dal riuscire a disegnare un sistema in cui la parola presa in carico non sia una presa in giro o una semplice locuzione”.  

Dunque servono altri soldi, i malati devono pagare di più se non vivono sotto la soglia di povertà, mentre i ricchi avranno ospedali e scuole private su cui contare. Spaccando sempre di più la società tra chi ha molto e chi non ha quasi niente. Tanto il ministro Ornaghi l’ha detto: lo stato sociale non ci sarà mai più.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Europa e Stati Uniti, sempre peggio

next
Articolo Successivo

Provincia Bat: in morte di un territorio

next