Un assalto alla rete, questo è successo in commissione giustizia al Senato, con la ferma opposizione solo di pochi. Il testo che modifica le norme della diffamazione a mezzo stampa, passa ora all’esame dell’aula. Una brutta pagina non solo per i giornalisti (multe salate e risarcimenti a gogò) ma anche per il web. Sono state infatti estese le stesse norme anche alla rete.

Ancora una volta, dopo il decreto Romani sulle web TV e sul copyright, si approfitta di una materia diversa per mettere mano alla “troppa” libertà di internet. E questo nonostante la giurisprudenza della Cassazione avesse anche di recente escluso i giornali on line dall’applicazione delle regole sulla stampa. Nel testo approvato in commissione c’è anche una disposizione (l’art. 3) ben più pesante che impone a tutti i siti e ai motori di ricerca, quindi non solo ai giornali telematici, la rimozione di scritti o immagini ritenuti diffamanti nonché pesanti sanzioni (fino a 100.000 euro).

Siamo l’unico paese occidentale a volerlo fare per di più all’approssimarsi di una importante scadenza elettorale. Tra l’altro la concreta applicazione di questa disposizione rischia di travolgere anche i blog (la distinzione non è netta). Dove andranno a finire i propositi di trasparenza e discussione vagheggiati da diverse forze politiche se poi bisognerà stare attenti a parlare? Il salva Sallusti salva lui e tutti i poteri che non mollano.

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