Con la notizia che Android potrebbe presto tirar fuori un nuovo tablet Google, arriva sugli schermi dei nostri computer anche la faccia di Andy Rubin che di Android è la testa pensante. Non eravamo abituati a vederlo e ci accorgiamo che ha una somiglianza sconcertante con Steve Jobs.

Viene da chiedersi se non esistano precisi connotati fisici per essere dei geni dell’informatica. Testa rapata e occhialini sono d’obbligo. Soprattutto è un must il maglioncino sformato che lascia intravvedere la T-shirt. Mai bianca, verde militare o nero stinto in grigio. Mai uno straccio di giacca, figuriamoci la camicia o la cravatta. Il miliardario tecnologico deve andare in giro dismesso, così modesto da apparire povero. I suoi miliardi sono tutti virtuali o allora è stato punito come un Re Mida per averli guadagnati così facilmente.

L’immagine che deve passare è quella del cervellone così occupato coi suoi calcoli che dimentica perfino di vestirsi. Esce in pigiama, vestito come un cow boy prima di fare il bagno nella tinozza, inseguendo un’invenzione che gli offusca la mente. C’è da sperare che almeno la doccia se la ricordi.

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